Trump e la guerra in Ucraina: Patriot in bilico e nuove sanzioni per chi aiuta la Russia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo terzo anno, la posizione di Donald Trump oscilla tra sostegno militare e prudenza, in un gioco di dichiarazioni contraddittorie che lascia Kiev in attesa. Il presidente degli Stati Uniti, dopo aver promesso di rafforzare le difese aeree ucraine, ora frena sull’invio di un nuovo sistema Patriot, definendolo "molto costoso". Una ritrosia che stride con l’annuncio, trapelato da fonti del Wall Street Journal, di un possibile via libera alla fornitura, la prima sotto la sua amministrazione dopo quelle già autorizzate da Joe Biden.

Trump, che in passato ha bollato Vladimir Putin come autore di "un sacco di sciocchezze", sembra voler mantenere un doppio binario: da un lato, la minaccia di sanzioni estese non solo alla Russia ma anche ai Paesi che la sostengono; dall’altro, una certa esitazione nel concedere armi avanzate a Kiev. Le parole del presidente, che nega di aver bloccato personalmente le spedizioni di armamenti – attribuendo eventuali decisioni al suo staff – rivelano però una linea ancora non definitiva. Intanto, Mosca intensifica gli attacchi: l’uso massiccio di droni, con oltre 700 velivoli lanciati in poche ore, dimostra la vulnerabilità ucraina e l’urgenza di proteggere i cieli.

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