I patriot tedeschi già in Ucraina? Trump parla, Berlino smentisce

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Kiev attende con ansia nuovi sistemi di difesa aerea per respingere i continui attacchi russi, una nuova polemica internazionale scuote i rapporti tra Washington e Berlino. Donald Trump ha affermato che i primi due Patriot forniti dalla Germania sono già in viaggio verso l’Ucraina, se non addirittura arrivati a destinazione. Ma il governo tedesco, interpellato, nega recisamente: "Non ci sono consegne in corso". Un contrasto che, al di là delle mere dichiarazioni, rischia di complicare ulteriormente il già difficile trasferimento di armamenti verso il fronte.

La questione si inserisce in un quadro più ampio, dove la logistica si intreccia con la politica. Trump, che ha recentemente ribadito la necessità di far pagare agli alleati Nato le forniture militari statunitensi, ha cercato di placare le critiche interne – persino tra i suoi sostenitori più radicali, come Steve Bannon – sottolineando che i fondi andranno direttamente al Tesoro americano. "Melania mi ha rimproverato per aver ascoltato Putin", ha scherzato durante un comizio, in un tentativo di stemperare le tensioni con una battuta. Ma la realtà è che, se da un lato l’amministrazione Usa spinge per un maggiore impegno militare, dall’altro alcuni partner europei – su tutti la Francia – sembrano frenare.

Zelensky, intanto, non nasconde la propria frustrazione. La richiesta di ulteriori Patriot è diventata una priorità assoluta, tanto da spingere i paesi possessori di questi sistemi a riunirsi in una sorta di "coalizione" ad hoc. Un’iniziativa che, nelle intenzioni, dovrebbe accelerare le donazioni, ma che per ora si scontra con ritardi e contraddizioni. Mosca, dal canto suo, non perde occasione per alimentare il caos. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha risposto alle dichiarazioni di Trump – il quale aveva espresso delusione per le azioni di Putin – invitando il presidente americano a "spingere Kiev al negoziato". Una mossa calcolata, mentre l’Osce denuncia torture sistematiche e violazioni del diritto internazionale da parte russa.

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