Trump conferma l’invio di missili Patriot all’Ucraina: "Già in viaggio dalla Germania"
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Redazione Esteri
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I sistemi missilistici Patriot sono stati spediti verso l’Ucraina dalla Germania, come previsto dall’accordo tra Stati Uniti e Nato. Lo ha dichiarato Donald Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews, precisando che il rifornimento sarà gestito direttamente da Berlino. "Sono già partiti, e gli Stati Uniti verranno rimborsati per intero", ha aggiunto, sottolineando che il pagamento avverrà tramite la Nato o i singoli paesi membri dell’Unione europea.
L’annuncio arriva dopo l’ultimatum lanciato da Trump a Mosca: dazi secondari saranno applicati se, entro 50 giorni, non verrà raggiunto un accordo di pace. Il presidente americano ha negato di aver avuto ulteriori contatti con Vladimir Putin da quando la minaccia è stata formulata, smentendo al contempo le indiscrezioni del Financial Times secondo cui avrebbe spinto Volodymyr Zelensky a colpire obiettivi in territorio russo. "Niente armi a lungo raggio", ha ribadito.
Intanto, le città ucraine continuano a subire attacchi. Nella notte, esplosioni e raid aerei hanno causato feriti in diverse aree, mentre Kiev ha segnalato nuove ondate di droni diretti verso la capitale e altre località. L’invio dei Patriot, sebbene accolto con favore dall’Ue, non ha dissipato del tutto le perplessità europee. Kaja Kallas, Alta rappresentante per la Politica estera, pur apprezzando la decisione, ha fatto notare che "gli Usa potrebbero condividere maggiormente l’onere". Mark Rutte, segretario della Nato, ha invece definito "ovvie" le richieste di Trump sul finanziamento delle armi da parte degli alleati.




