Trump all’attacco: dazi sui farmaci e missili Patriot all’Ucraina, mentre la Nato è nel mirino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha rilanciato la sua offensiva su più fronti, dalla politica estera all’economia, confermando uno stile che mescola pragmatismo e provocazione. A margine di un evento a Pittsburgh, ha annunciato l’introduzione di dazi sui farmaci importati, probabilmente dal primo agosto, seguiti – come ha precisato – da quelli sui semiconduttori. Una mossa che, se da un lato mira a proteggere l’industria nazionale, dall’altro rischia di far lievitare i costi per i consumatori, in un settore già sotto pressione.

Sul piano internazionale, Trump ha ribadito con toni perentori la necessità che i Paesi della Nato aumentino le spese per la difesa, sottolineando come gli Stati Uniti non possano più farsi carico di oneri che altri alleati, «dopo essere stati salvati in due guerre mondiali e durante la Guerra fredda», evitano di sostenere. Un messaggio diretto soprattutto all’Europa, che da anni non raggiunge gli obiettivi di bilancio concordati, e che ora si trova a dover fare i conti con una leadership americana meno incline ai compromessi.

Intanto, la guerra in Ucraina resta al centro della scena. Trump, dopo aver dichiarato di voler porre fine al «bagno di sangue», ha confermato l’invio di missili Patriot da parte della Germania, rispondendo alle richieste di Kyiv, stretta nella morsa dei bombardamenti russi. I Patriot, sistemi d’avanguardia capaci di intercettare missili e droni, rappresentano per l’Ucraina uno strumento vitale, soprattutto dopo l’intensificarsi degli attacchi notturni. Volodymyr Zelensky li aveva invocati a più riprese, mentre Mosca alzava la posta con raid sempre più massicci.

A Mosca, però, le parole di Trump hanno suonato come un ultimatum. Il presidente americano ha minacciato dazi del 100% su alcune categorie di prodotti russi se la guerra non dovesse concludersi entro 50 giorni. Una scadenza perentoria, che il Cremlino ha preferito valutare «con calma», evitando reazioni impulsive. Quello che è certo è che la strategia di Trump, tra aiuti militari e pressioni economiche, punta a accelerare una soluzione del conflitto, anche a costo di sollevare polemiche.

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