Zelensky scrive a Trump per i Patriot, mentre l’Ue apre ai negoziati con Kiev
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky ha scritto a Donald Trump chiedendo maggiore supporto per la difesa aerea dell’Ucraina, mentre l’Unione Europea ha dato il via libera ai primi negoziati per l’ingresso di Kiev. Nella lettera datata 26 maggio, il presidente ucraino avverte della crescente difficoltà nel contrastare i missili balistici russi e sottolinea la dipendenza quasi totale dagli Stati Uniti per questo tipo di protezione. Il documento, visionato dal Kyiv Independent e citato anche dall’Afp, arriva in una fase di intensificazione degli attacchi russi contro le città ucraine e dopo nuove minacce rivolte direttamente alla capitale Kiev.
Zelensky chiede in particolare maggiori munizioni per i sistemi Patriot, considerati fondamentali per intercettare i missili balistici. Nel testo inviato a Trump il presidente ucraino lega la richiesta alla necessità di “proteggersi dagli attacchi terroristici russi”, insistendo sul fatto che la difesa aerea sia diventata uno degli elementi più critici del conflitto. “Quando si tratta di difesa aerea contro i missili, ci affidiamo ai nostri amici”, scrive Zelensky, aggiungendo che contro i missili balistici l’Ucraina dipende “quasi esclusivamente dagli Stati Uniti”. L’appello arriva mentre Mosca continua a colpire infrastrutture e centri urbani con raid aerei e droni.
Raid russi e nuove minacce su Kiev
La pressione militare russa è proseguita anche nelle ultime ore con un attacco notturno su Chernihiv, nel nord dell’Ucraina. Secondo quanto riferito dal capo dell’amministrazione militare locale, Dmytro Bryzhynsky, le forze armate russe hanno lanciato droni contro la città provocando circa quindici esplosioni. Un’azienda cittadina è stata danneggiata, mentre al momento non risultano vittime. Le informazioni sono state diffuse tramite Telegram e si inseriscono in una fase di crescente attività aerea russa su diverse aree del Paese.
Parallelamente Mosca ha minacciato una nuova ondata di attacchi contro Kiev e contro quelli definiti i “centri decisionali” dell’Ucraina. Il riferimento aumenta la tensione intorno alla capitale e rafforza il senso di urgenza contenuto nella lettera di Zelensky. La richiesta di nuove munizioni per i Patriot viene infatti presentata come una risposta immediata all’aumento della pressione militare russa e alla necessità di rafforzare la capacità di intercettazione dei missili balistici.
L’Unione Europea proroga le sanzioni e apre ai negoziati
Nello stesso giorno il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di prorogare fino al 28 maggio 2027 le misure restrittive contro i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, della repressione della società civile e dell’opposizione democratica e delle azioni considerate un indebolimento della democrazia e dello Stato di diritto. La decisione conferma il mantenimento della linea europea nei confronti di Mosca mentre prosegue la guerra in Ucraina.
Accanto alla proroga delle sanzioni, Bruxelles ha aperto ai primi negoziati per l’ingresso di Kiev nell’Unione Europea. Il passaggio arriva in un momento in cui il governo ucraino continua a cercare sostegno politico e militare dai partner occidentali. Da una parte l’appello diretto agli Stati Uniti per rafforzare la difesa aerea, dall’altra il percorso europeo che inizia a prendere forma sul piano istituzionale. Due fronti distinti ma collegati dalla stessa esigenza: garantire all’Ucraina sostegno nella fase più intensa degli attacchi russi degli ultimi mesi.




