Il lungo abbraccio dei Negramaro a Rock in Roma: vent’anni dopo Capannelle è ancora casa

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un mare di persone, quasi ventimila, si è stretto intorno al palco dell’Ippodromo delle Capannelle per la tappa romana di "Una storia ancora semplice tour 2026", il nuovo viaggio nei festival dei Negramaro che segna l'ultima occasione per vedere la band dal vivo prima di una lunga pausa annunciata.

La serata del 20 giugno, che si inserisce nella sedicesima edizione del Rock in Roma, ha assunto fin da subito i contorni di una celebrazione collettiva, un ritorno alle origini carico di significato per il gruppo salentino che proprio a Capannelle, vent'anni fa, aveva compreso per la prima volta la forza del proprio legame con il pubblico.

Uno spettacolo tra memoria e partecipazione

Lo show si è aperto con un colpo d'occhio suggestivo: sei gigantesche lune gonfiabili sono scese sul pubblico, rotolando di mano in mano e trasformando il prato in un mare che le sospingeva, quasi fossero pianeti impazziti.

Un'esplosione di luce e colore che ha fatto da prologo a una scaletta pensata come un viaggio emozionale attraverso due decenni di musica, dai classici più amati come "Mentre tutto scorre" e "Estate" ai brani più recenti, il tutto accompagnato da maxi schermi ad alta definizione e giochi di luce che hanno trasformato ogni brano in un racconto.

Il concerto, della durata di circa due ore, ha alternato momenti di grande energia rock a passaggi più raccolti, come durante l'esecuzione di "Fino all'Imbrunire" e "La Prima Volta", dove la band ha lasciato spazio al fiato e agli sguardi tra musicisti che si conoscono a memoria.

Arisa ospite a sorpresa e l’emozione di Sangiorgi

Uno dei momenti più attesi e applauditi della serata è stato l'arrivo a sorpresa di Arisa, salita sul palco per duettare con Giuliano Sangiorgi. I due artisti hanno regalato al pubblico due interpretazioni intense: "Solo per te", cantata fianco a fianco allo stesso microfono, e "La notte", brano iconico della cantautrice lucana, che ha trasformato l'area concerti in un enorme coro.

È proprio durante questo secondo duetto che è accaduto un episodio che ha reso la serata ancora più autentica: Giuliano Sangiorgi, travolto dall'emozione, ha dimenticato alcune parole del testo, lasciandosi andare per un istante a un momento di fragilità umana che il pubblico ha prontamente raccolto, cantando al suo posto mentre Arisa, con tenerezza, gli sussurrava le frasi all'orecchio. Un errore che, lungi dall'essere un intoppo, è diventato il momento più toccante della serata, la prova che certe canzoni si abitano davvero fino a esserne travolti.

La dedica ai bambini di Gaza

Il concerto ha avuto anche un momento di profonda riflessione quando Sangiorgi, prima di intonare "L'immenso", ha fermato la musica per dedicare la canzone a tutti i bambini morti a Gaza. Le sue parole, cariche di un significato che va oltre lo spettacolo, hanno richiamato l'attenzione sulla tragedia umanitaria che continua a colpire la popolazione civile, e il lungo applauso scrosciante che ne è seguito ha rotto il silenzio per poi lasciare spazio a migliaia di luci accese a illuminare Capannelle mentre le note del brano risuonavano nell'aria.

Un gesto che ha trasformato la musica in uno strumento di vicinanza e sensibilizzazione, dimostrando ancora una volta come la band abbia sempre utilizzato la propria ribalta per veicolare messaggi di pace e solidarietà.

La festa continua: il tour e la pausa annunciata

La tappa romana ha segnato solo l'inizio di un'estate che vedrà i Negramaro protagonisti dei più importanti festival italiani, attraversando il Paese da nord a sud fino al gran finale del 20 settembre all'Arena di Verona. Un tour, "Una storia ancora semplice", che rappresenta un grande abbraccio collettivo ai fan che in questi vent'anni hanno seguito ogni tappa della loro storia, ma anche la chiusura simbolica di un cerchio prima di una pausa necessaria per rigenerarsi.

Come annunciato dal frontman, il gruppo ha deciso di fermarsi per un po' per ritrovare il respiro dopo anni di attività ininterrotta, un'occasione per scrivere, viaggiare e produrre prima di tornare, si spera, più forti di prima. In attesa di quel ritorno, il concerto di Roma resterà impresso come uno dei capitoli più intensi di questa lunga storia, un sogno che la vita, qualche volta, riesce davvero a superare.

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