Rock in Roma 2026, dai Manson ai Bluvertigo: 17 concerti tra Capannelle e auditorium

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La kermesse estiva che ormai da sedici anni trasforma la Capitale in un palcoscenico diffuso, capace di attrarre pubblico da ogni angolo del paese, ha svelato ieri i suoi numeri per l’edizione 2026. Dopo la conferenza stampa di presentazione tenutasi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio – alla quale hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore Alessandro Onorato e i direttori artistici Maximiliano Bucci e Sergio Giuliani – è emerso un quadro preciso: dal 9 giugno al 18 luglio, saranno 17 gli appuntamenti suddivisi tra due location simbolo, l’Ippodromo delle Capannelle e la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Nessuna delle due, va detto, verrà sacrificata a vantaggio dell’altra: si alterneranno, invece, per accogliere un ventaglio di proposte che spazia dal rock più grezzo al pop, dall’urban all’indie, dal metal fino al cantautorato.

Una line up trasversale tra attesi ritorni e prime storiche

Tra i nomi annunciati, molti sono quelli che hanno segnato la storia del festival o che vi fanno ritorno dopo anni di assenza. Ci sono i californiani The Offspring, i britannici Mumford & Sons e i sempre radiofonici OneRepublic, senza dimenticare Ben Harper & The Innocent Criminals, la cui poetica roots rock continua a collezionare estimi. Fa discutere – ma la cronaca musicale lo dà ormai per scontato – la presenza di Marilyn Manson, artista avvolto da vicende giudiziarie e inchieste per presunte aggressioni, la cui esibizione si inserisce comunque nel solco di una programmazione che non rifugge le zone d’ombra. Sul versante hard rock, spiccano gli Europe, mentre l’Italia risponde con i Negramaro, Caparezza, Olly, Emma, Mannarino, i Litfiba e il ritorno dei Bluvertigo, formazione cult degli anni novanta.

Emma headliner femminile, una novità assoluta per la rassegna

A sorpresa – e la notizia ha avuto un rilievo particolare durante la conferenza – è emerso il nome di Emma, la cantante salentina che si esibirà il 2 luglio. Sarà lei la prima donna headliner nella storia di Rock in Roma; un passaggio che, pur non essendo stato enfatizzato come una svolta ideologica, rappresenta un fatto concreto in una programmazione storicamente dominata da frontman maschili. La stessa Emma, intervenuta brevemente sul palco della Protomoteca, ha parlato di uno show in costruzione con molti ospiti, senza però anticipare nomi o scalette.

Il quadro organizzativo e le dinamiche giudiziarie che restano in ombra

L’aspetto che più ha caratterizzato la presentazione, almeno per chi segue da anni il dietro le quinte degli eventi capitolini, è stata l’assenza di riferimenti espliciti agli sviluppi giudiziari legati ad alcuni artisti. Non sono stati menzionati procedimenti, denunce o inchieste, neppure per Marilyn Manson – il cui coinvolgimento in cause civili e penali negli Stati Uniti è noto – né per altri nomi che in passato hanno sollevato polemiche. I direttori artistici si sono limitati a ribadire la qualità tecnica e la varietà della line up, come a voler separare la valutazione artistica da qualsiasi altra considerazione. Nessun accenno, inoltre, a possibili modifiche del calendario o a richieste di annullamento. L’unico fatto nuovo, oltre alla presenza di Emma, è la conferma che la sede dell’Ippodromo resterà operativa per i concerti di maggiore capienza, mentre la Cavea ospiterà le serate più intime.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.