Il ciclone di San Valentino flagella l'Italia, allerta arancione in quattro regioni e un fiume esonda in Calabria
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La perturbazione battezzata come ciclone di San Valentino continua a tenere sotto scacco diverse aree del Paese, con un quadro meteorologico che per la giornata di oggi, sabato 14 febbraio, si presenta particolarmente critico in alcune regioni. La Protezione Civile, come riportato da fonti di stampa, ha diramato un bollettino di allerta arancione per rischio idrogeologico che interessa Campania, Emilia Romagna, Lazio e Sardegna -1. Si tratta di una misura che implica una situazione di criticità elevata, laddove il territorio, già provato dalle piogge dei giorni scorsi, potrebbe non reggere l'ulteriore carico d'acqua previsto, con conseguenti frane, smottamenti e piene improvvise dei corsi d'acqua minori -1. Il vortice ciclonico, la cui presenza si è fatta sentire in modo prepotente già nella giornata di venerdì, specialmente sulle isole maggiori e lungo i versanti tirrenici, sta ora iniziando la sua lenta fase di allontanamento verso i Balcani, ma i suoi effetti, come spesso accade in queste dinamiche meteorologiche, permangono sotto forma di una coda instabile e insidiosa -1.
L'emergenza più concreta e drammatica, quella che lascia il segno sul territorio e nella memoria delle popolazioni colpite, si sta consumando in Calabria, nella provincia di Cosenza. Il fiume Crati, le cui acque sono cresciute in modo esponenziale nelle ultime ore a causa delle precipitazioni incessanti, ha rotto gli argini in più punti lungo il suo tratto finale, all'altezza della foce, riversandosi con violenza sulla Piana di Sibari -2-10. L'esondazione, verificatasi nella tarda serata di ieri, ha interessato sia il versante sud, ricadente nel territorio comunale di Corigliano-Rossano, sia quello nord, nel comune di Cassano allo Ionio, creando una vasta area allagata che ha messo in ginocchio le comunità locali -2-6. Le acque melmose e fredde hanno invaso numerose abitazioni, stalle e terreni agricoli, costringendo decine di famiglie ad abbandonare le proprie case nel cuore della notte -10. Le operazioni di soccorso, coordinate dai Vigili del Fuoco con squadre fluviali dei comandi di Cosenza e Crotone, sono state complesse e si sono protratte per ore; per raggiungere i nuclei familiari rimasti isolati e intrappolati ai piani alti degli edifici, privi ormai di corrente elettrica, è stato necessario l'intervento di un elicottero del reparto volo di Lamezia Terme, che ha sorvolato la zona per calare i soccorritori e trarre in salvo una quarantina di persone -2-6. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha voluto comunicare direttamente ai cittadini l'evolversi di una situazione che definisce di rabbia e stanchezza, descrivendo il cedimento dell'argine destro in almeno tre distinti punti, a monte e a valle della statale 106, e ringraziando contestualmente tutte le forze dell'ordine e i volontari della protezione civile impegnati senza sosta nel portare assistenza -10.
Un fine settimana di maltempo diffuso e temperature in caduta libera
Mentre in Calabria si contano i danni e si lavora per mettere in sicurezza le aree colpite, il resto d'Italia si prepara ad affrontare una domenica di transizione, con il grosso della perturbazione in spostamento verso sud-est ma con residue e insidiose code di maltempo. Le previsioni indicano che il miglioramento sarà graduale e non ovunque uniforme: se al Nord e su parte del Centro si inizieranno a vedere le prime schiarite, il Sud e il versante adriatico centrale resteranno sotto l'influsso del ciclone, con piogge e rovesci che insisteranno per buona parte della giornata -4. La vera novità, però, sarà rappresentata dal repentino cambio della circolazione atmosferica. All'aria umida e relativamente mite di origine oceanica, che ha caratterizzato i giorni scorsi con temperature decisamente anomale per il mese di febbraio, subentreranno correnti molto più fredde di origine artica, incanalate da venti di Bora e Grecale che soffieranno con decisione su gran parte della Penisola -8. Questo afflusso di aria gelida provocherà un generale e sensibile calo delle temperature, con valori che scenderanno ben al di sotto delle medie stagionali, regalando un assaggio d'inverno pieno dopo un periodo insolitamente mite.
Un fenomeno che contribuirà ad acuire la percezione del freddo, rendendo l'atmosfera ancora più rigida, è il cosiddetto windchill. L'effetto combinato delle basse temperature e della forte intensità dei venti, infatti, aumenterà la sensazione di freddo sulla pelle, facendo percepire all'organismo una temperatura molto più bassa rispetto a quella reale registrata dai termometri. Sarà un disagio fisico non trascurabile, specialmente per le persone più esposte, e riguarderà in particolare le regioni adriatiche e il Sud, dove i venti orientali soffieranno con maggiore persistenza -8. Nel frattempo, il quadro delle allerte per la giornata di domenica 15 febbraio è destinato a essere aggiornato, con ogni probabilità, spostando il focus della criticità verso le regioni meridionali e quelle del medio Adriatico, dove l'instabilità residua potrebbe ancora riservare sorprese, seppur di minore intensità rispetto alla fase acuta del ciclone. Le autorità locali, intanto, mantengono alta la guardia, consapevoli che il terreno saturo d'acqua e i fiumi già prossimi ai limiti di guardia rappresentano un pericolo anche dopo che le piogge avranno cessato di cadere.




