Israele garantisce all'Italia: blocco alla Flotilla sì, ma niente azioni letali
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Redazione Interno
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In queste ore di febbrili contatti diplomatici tra Roma e Tel Aviv, arrivano le prime rassicurazioni formali. Il presidente israeliano Isaac Herzog, in un colloquio con l'ambasciatore italiano Luca Ferrari, ha garantito che la Marina israeliana non ricorrerà ad azioni letali per fermare l'avanzata della Flotilla. Una presa di posizione che mira a scongiurare il ripetersi di episodi tragici del passato e a contenere una crisi dai profili internazionali sempre più accentuati.
La rotta della Flotilla e le accuse
La Sumud Flotilla, che si definisce un'iniziativa di solidarietà civile e protesta pacifica, prosegue la sua navigazione in acque internazionali. Nel frattempo, le autorità israeliane continuano a sostenere che i partecipanti siano "al servizio di Hamas", un'accusa che gli organizzatori respingono con determinazione. A complicare il quadro, l'Italia ha disposto l'invio della fregata Alpino con il compito ufficiale di fornire "assistenza e soccorso".
Il quadro giuridico internazionale
Un esperto di Diritto della Navigazione ha chiarito i contorni della situazione. Finché le imbarcazioni sono in acque internazionali, la loro protesta pacifica è legittima. Il diritto internazionale conferisce a Israele la facoltà di sequestrare i mezzi e arrestare i manifestanti solo se tentassero di forzare l'ingresso nelle sue acque territoriali; l'utilizzo della forza non troverebbe legittimazione in questo contesto.
La mobilitazione in Italia
Mentre la diplomazia lavora, il paese si prepara a testimoniare il proprio dissenso. È prevista per giovedì un'iniziativa simbolica in circa cento strutture ospedaliere italiane, dove le luci verranno accese in un flash mob per esprimere solidarietà alla popolazione di Gaza e condannare quanto viene definito un genocidio.




