Mediobanca, Nagel accelera su Banca Generali mentre l’Antitrust dà il via libera

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, ha deciso di stringere i tempi per l’offerta pubblica di scambio su Banca Generali, spiazzando il mercato e gli avversari che non si aspettavano una mossa così rapida. L’assemblea degli azionisti, convocata per il 21 agosto, dovrà pronunciarsi sull’operazione, il cui termine originario era fissato al 25 settembre. Una scelta che, oltre a ridurre i margini di manovra per gli altri player, sembra voler contrastare l’offerta lanciata dal Monte dei Paschi di Siena sulla stessa Mediobanca.

Proprio mentre Nagel tenta di forzare le regole del gioco, arrivano i primi via libera istituzionali. Venerdì 1° agosto l’Antitrust ha autorizzato senza condizioni l’ops su Banca Generali, definendola compatibile con le norme sulla concorrenza. A metà agosto è atteso anche il parere della Bce, che difficilmente porrà ostacoli a un’operazione già approvata dalle autorità nazionali ed europee. La Commissione Ue, dal canto suo, ha già espresso un parere favorevole in merito alle sovvenzioni estere, chiudendo un altro possibile fronte di contestazione.

Quello che emerge, al di là delle autorizzazioni formali, è una strategia aggressiva da parte di Nagel, il quale – secondo alcune ricostruzioni – starebbe cercando di anticipare i tempi per complicare le mosse di Mps. Se da un lato l’accelerazione potrebbe essere letta come un tentativo di sfruttare un momento favorevole, dall’altro rischia di acuire le tensioni con Banca Generali, con cui non è ancora stato raggiunto un accordo definitivo.

La data dell’8 settembre, evocata da alcuni osservatori per il suo valore simbolico – nel 1943 segnò l’armistizio italiano nella Seconda guerra mondiale –, non ha alcun legame diretto con la vicenda finanziaria, ma serve a sottolineare come certe scadenze possano cambiare gli equilibri in modo irreversibile. In questo caso, però, non si tratta di un conflitto armato, bensì di una battaglia per il controllo di due tra i più importanti istituti creditizi italiani.

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