Bocciata l’offerta di Mediobanca su Banca Generali, Nagel sotto pressione
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Redazione Economia
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L’assemblea dei soci di Mediobanca ha respinto, con un esito che è apparso netto agli osservatori, la proposta di opa su Banca Generali voluta dall’amministratore delegato Alberto Nagel. L’esito della votazione, che ha visto la partecipazione del 78% del capitale, ha di fatto rappresentato un durissimo scoglio per il banchiere, il cui progetto – concepito come mossa difensiva per proteggere l’istituto di Piazzetta Cuccia dalle mire di Monte dei Paschi di Siena – si è infranto contro il netto rifiuto degli azionisti. I voti favorevoli, infatti, si sono fermati a un mero 35,4%, una percentuale che, stando a quanto riportato da diverse fonti vicine alla situazione, sancirebbe l’esistenza di un conflitto di interessi da parte di alcuni soci e segnerebbe una battuta d’arresto significativa per la strategia dell’ad.
La bocciatura dell’operazione, che era stata già rinviata lo scorso 16 giugno, apre ora scenari inediti e potenzialmente favorevoli per Mps, la cui offerta su Mediobanca – il cui termine è fissato all’8 settembre prossimo – vedrebbe improvvisamente spianata la strada. Non a caso, nonostante le incertezze che hanno caratterizzato le ultime sedute borsistiche del titolo di Siena, alcune grandi banche d’affari segnalano un’impennata negli acquisti di pacchetti azionari, stimabili in circa il 3% del capitale.




