Mediobanca, l'assemblea affossa l'offerta su Banca Generali. Nagel guarda a Mps
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Redazione Economia
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L’operazione con cui Mediobanca intendeva incorporare Banca Generali è stata fermata netta dall’assemblea degli azionisti, i quali – riuniti in un clima di forte tensione – hanno negato al consiglio di amministrazione l’autorizzazione a procedere. Un voto che, sebbene non del tutto inatteso, segna una battuta d’arresto significativa per la strategia del Ceo Alberto Nagel, il quale vedeva nell’acquisizione il perno per creare un campione indiscusso del wealth management.
La votazione, svoltasi in tempi brevissimi e tramite rappresentante designato, ha registrato un’affluenza pari a circa il 78% del capitale. Il fronte del “no”, sostenuto in modo determinante dal gruppo Caltagirone e rafforzato dall’astensione di Delfin, ha prevalso raccogliendo il 42% delle opposizioni, superando così il 35% dei favorevoli. Un esito che, al di là dei meriti tecnici dell’operazione – ritenuta “perfetta” da alcuni analisti per le sinergie potenziali –, evidenzia una frattura palpabile tra la leadership e una fazione consistente dei soci.
Fuori dalla sede di Piazzetta Cuccia, i piccoli azionisti hanno espresso soddisfazione per l’esito del voto. Antonio Baxa, intervenuto a margine dell’assemblea, ha sintetizzato i dubbi di molti: “Dal punto di vista di Mediobanca l’operazione è perfetta, ma non vedo perché Assicurazioni Generali dovrebbe cedere la banca a Mediobanca”. Un paradosso che ha pesato non poco nel dibattito, alimentando perplessità sulla reale fattibilità e convenienza dell’accordo.




