Mediobanca, si chiude l'era Nagel dopo l'acquisizione da parte di Mps

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Alberto Nagel ha formalizzato le dimissioni da amministratore delegato di Mediobanca, un epilogo atteso e inevitabile dopo l’esito dell’offerta pubblica di acquisto promossa da Banca Monte dei Paschi di Siena. L’addio, annunciato giovedì 18 settembre al consiglio d’amministrazione e anticipato da una lettera ai dipendenti, segna la fine di un’epoca lunga trentaquattro anni, di cui ventidue trascorsi alla guida dell’istituto fondato da Enrico Cuccia.

La sua uscita di scena, che qualcuno ha paragonato alla caduta di un impero, è diretta conseguenza del successo dell’OPAS lanciata da Mps, la quale ha visto un’adesione del 64,68% delle azioni target durante il terzo giorno di riapertura dei termini. Un risultato che, di fatto, ha sancito il passaggio di controllo e reso insostenibile la permanenza dell’intero consiglio, il quale – con la sola eccezione del consigliere Panizza – ha rassegnato le dimissioni collettive per favorire una transizione ordinata.

Nagel, che nel messaggio di commiato ha citato il poeta Orazio rievocando il celebre aforisma “Graecia capta ferum victorem cepit”, lascia un’istituzione finanziaria che ha guidato attraverso numerose turbolenze di mercato, portando con sé un ingente patrimonio personale stimato in 44 milioni di euro in azioni. La sua partenza, assieme a quella del presidente Renato Pagliaro, chiude uno scontro di potere protrattosi per quasi un quinquennio e accentuatosi con l’ingresso nell’azionariato di Francesco Gaetano Caltagirone

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