Mediobanca, anche Nagel e i top manager aderiscono all’opas di Mps

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In una svolta che chiude, non senza qualche paradosso, una lunga e contrastata vicenda, anche i vertici di Mediobanca – l’amministratore delegato Alberto Nagel, il presidente Renato Pagliaro e il direttore generale Francesco Saverio Vinci – hanno formalmente aderito all’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Banca Monte dei Paschi di Siena. Le comunicazioni di “internal dealing”, rese pubbliche nella serata di venerdì, sanciscono questa decisione, la quale giunge a poche ore dalla chiusura dell’opas, prevista per lunedì in Borsa.

L’operazione, che ha già superato la soglia del 70,5% del capitale della banca d’affari, è quindi destinata a concludersi con un’adesione complessiva che, secondo le stime, potrebbe attestarsi intorno all’ottanta per cento. Un esito che, come ha osservato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti commentando la procedura, “ha avuto la sua risposta dal mercato” stesso, il quale ha evidentemente valutato la bontà della proposta.

La scelta dei manager appare singolare se confrontata con l’aperta ostilità che Mediobanca ha manifestato per settimane. La campagna di comunicazione lanciata dall’istituto di Piazzetta Cuccia, infatti, aveva definito l’opas “non consueta” e “piena di anomalie”, arrivando a utilizzare slogan molto diretti come “Nessun razionale, nessun valore, non aderire!” per invitare i propri azionisti a respingere l’offerta, bollata senza mezzi termini come “ostile e priva di razionale industriale”.

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