Mps supera il 70% di Mediobanca, corsa all'opas a due giorni dalla scadenza
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Redazione Economia
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La profezia di Francesco Saverio Vinci, direttore generale di Mediobanca, si sta avverando con un anticipo che pochi si sarebbero attesi. L'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Monte dei Paschi di Siena ha infatti compiuto un ulteriore, decisivo balzo in avanti, toccando quota 70,48% del capitale di Mediobanca. Un incremento di circa sei punti percentuali in un solo giorno, che non solo consolida il controllo di Mps ma supera abbondantemente la soglia del 66,7%, obiettivo iniziale per il controllo qualificato.
L'accelerazione delle adesioni, che fa ora stimare un esito finale prossimo all'80%, è stata trainata in larga parte dai fondi d'investimento. Costoro, in ossequio alle loro policy interne che impediscono di detenere titoli destinati a uscire dagli indici di riferimento e caratterizzati da una ridotta liquidità, hanno progressivamente consegnato le loro partecipazioni. Questo meccanismo, ampiamente previsto dagli analisti, sta dunque contribuendo a sbloccare quella massa critica di azioni necessaria a spianare la strada per la fusione tra i due storici istituti e per la successiva revoca dei titoli Mediobanca dal listino.
La partita, però, è lungi dall'essere conclusa e si trasferisce ora sul delicatissimo terreno della governance. Il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, si trova infatti davanti a un rompicapo da risolvere nell'arco di poche settimane, un vero e proprio "lista a ostacoli" che richiederà confronti serrati con i grandi soci e la cui soluzione dovrà inevitabilmente tenere conto delle aspettative del mercato. La scadenza dei tempi supplementari dell'opas è fissata per lunedì 22, quando si conoscerà l'ammontare definitivo delle azioni consegnate.




