Mps stringe la presa su Mediobanca, Nagel verso l'addio
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Redazione Economia
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Si chiude oggi, 8 settembre, la fase cruciale dell’offerta pubblica di acquisto lanciata dal Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca. Un’operazione che, al di là dei puri tecnicismi finanziari, sta ridisegnando con forza i poteri all’interno del capitalismo italiano. La banca senese, dopo aver superato con ampio margine la soglia minima del 35% necessaria per il successo dell’OPA, ha annunciato venerdì sera di aver già raggiunto un impressionante 45,8% del capitale di Piazzetta Cuccia. L’attenzione è ora tutta concentrata sul traguardo psicologico e sostanziale del 50%, con l’obiettivo dichiarato di arrivare almeno al 51% per assicurarsi il controllo formale del consiglio di amministrazione.
La chiusura ufficiale delle adesioni è prevista per le 17.30 di oggi, ma il mercato si aspetta già una riapertura dei termini in una finestra compresa tra il 16 e il 22 settembre, una prassi consolidata per permettere a un maggior numero di azionisti di aderire all’offerta dopo averne valutato l’esito iniziale. La progressione delle adesioni non lascia molti dubbi sul fatto che Mps sia ormai destinata a diventare l’azionista di riferimento assoluto di Mediobanca, un fatto epocale se si considera il ruolo storico dell’istituto finanziario milanese come perno degli equilibri industriali del paese.
Le conseguenze di questa scalata silenziosa, condotta attraverso un’OPA in contanti e per scambio, iniziano già a materializzarsi ai piani altri degli istituti coinvolti. Fonti vicine alla situazione lasciano intendere che l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, sarebbe pronto a rassegnare le proprie dimissioni. A seguirlo, secondo quanto trapelato, sarebbe l’intero consiglio di amministrazione, con il presidente Renato Pagliaro. L’appuntamento cruciale per il passaggio di consegne sarebbe fissato per il consiglio del 18 settembre, dove la nuova proprietà eserciterà inevitabilmente la sua influenza.




