La Perla, le operaie tornano in fabbrica con il nuovo proprietario Peter Kern

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un primo gruppo di operaie ha varcato, non senza una palpabile emozione, i cancelli dello stabilimento bolognese de La Perla, in via Mattei, segnando concretamente l’inizio di una nuova fase per lo storico marchio di lingerie. L’ingresso in fabbrica, che per molte di loro ha rappresentato un ritorno dopo un periodo di incertezza, è coinciso con la formale firma dei contratti avvenuta nelle scorse ore, un atto dovuto che ha preceduto l’avvio delle attività produttive sotto la regia della nuova proprietà. L’imprenditore americano Peter Kern, che guida la Luxury Holding LLC, ha infatti portato a compimento l’acquisizione dell’azienda attraverso la società veicolo La Perla Atelier, assumendone il controllo al termine della procedura di amministrazione straordinaria.

Il ruolo determinante di Tyche Bank

In questo complesso percorso di transizione, un ruolo di supporto fondamentale è stato svolto da Tyche Bank, realtà finanziaria specializzata in operazioni straordinarie e nel credito d’impresa. L’istituto, il cui intervento è stato determinante per il salvataggio de La Perla Manufacturing, ha garantito un sostegno finanziario mirato che ha permesso di mantenere in vita la continuità produttiva durante la delicata fase amministrativa. Questo supporto, di fatto, ha creato le condizioni per massimizzare le possibilità di una cessione del compendio, operazione poi conclusasi con l’arrivo di Kern.

La strategia di rilancio tra e-commerce e retail

La strategia delineata per il rilancio del brand, la cui storia affonda le radici nel lontano 1954, punta con decisione sulla leva dell’e-commerce, ritenuta prioritaria per riconquistare il mercato. Il piano industriale, che coinvolge complessivamente quasi duecento lavoratrici e lavoratori, prevede di riposizionare globalmente l’immagine dell’azienda, partendo proprio da un potenziamento delle vendite online. La rete di negozi fisici, che attualmente conta poche unità tra le quali spiccano l’outlet di Bologna e i punti vendita di Milano e Roma, rimane un asset, sebbene non si escludano, in un secondo momento, ulteriori investimenti per un’espansione nel retail.

Un ritorno a casa per le operaie

L’atmosfera che si è respirata all’interno dello stabilimento è stata descritta da alcune come un “tornare a casa”, un ritrovare non solo un posto di lavoro ma anche un pezzo di vita e di storia personale. L’operazione, che ha evitato il definitivo smantellamento di un’eccellenza del made in Italy, rappresenta dunque un caso significativo di come il connubio tra finanza specializzata e una visione imprenditoriale internazionale possa tentare di rovesciare le sorti di un’azienda simbolo, il cui destino era apparso più volte in bilico.

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