Nuovo adempimento per i titolari di partita Iva, come aggiungere un Pos non censito sul portale dell’Agenzia delle Entrate per il collegamento con il registratore telematico
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Redazione Economia
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Da giovedì 5 marzo è operativo sul portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate il nuovo servizio “Gestione collegamenti”, lo strumento attraverso il quale esercenti e titolari di partita Iva devono provvedere all’abbinamento virtuale tra i registratori telematici (Rt) e i terminali Pos, fisici o virtuali che siano. Si tratta di un adempimento introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 che diventa effettivo per le operazioni compiute a partire dallo scorso 1° gennaio, e che impone, di fatto, un allineamento logico e non materiale tra i dati delle transazioni elettroniche e quelli della certificazione fiscale dei corrispettivi. Per agevolare gli operatori, l’Amministrazione finanziaria ha reso disponibile, nell’area riservata del sito, una procedura guidata che presenta in automatico l’elenco dei Pos riconducibili al contribuente, ossia quei dispositivi che gli istituti di pagamento e le banche hanno già comunicato all’Anagrafe tributaria. Tuttavia, possono verificarsi delle evenienze, tutt’altro che rare, in cui un terminale in uso presso l’esercizio commerciale non compaia in questo elenco precompilato, rendendo necessario un intervento manuale da parte dell’utente o del suo intermediario.
Il censimento manuale del Pos e le istruzioni per i casi particolari
Quando un dispositivo per i pagamenti elettronici non risulta presente tra quelli precaricati nel servizio “Gestione collegamenti”, il contribuente non è esonerato dall’obbligo di abbinamento, ma deve procedere con un inserimento manuale dei dati identificativi dello strumento. L’Agenzia delle Entrate, proprio per venire incontro a queste casistiche, ha aggiornato le proprie Faq in data 10 marzo, fornendo risposte puntuali su come comportarsi quando, per esempio, il Pos è stato erroneamente segnalato come restituito oppure quando il dispositivo appartiene a un soggetto diverso dal titolare della partita Iva, come accade spesso nei contratti di franchising. In questi frangenti, spiegano le Entrate, il terminale non è visibile tra quelli selezionabili perché il sistema non lo associa automaticamente alla posizione fiscale dell’esercente; diventa quindi indispensabile, per chi deve rispettare la scadenza del 20 aprile, aggiungere manualmente il codice identificativo del Pos fornito dall’istituto di pagamento, operazione che va eseguita all’interno della stessa procedura web prima di poter procedere con il definitivo abbinamento alla matricola del registratore telematico.
Le tempistiche per la messa in conformità dei dispositivi già in uso
Il calendario per adempiere al nuovo obbligo è stato definito tenendo conto della necessità di garantire un avvio graduale. Per tutti i Pos già operativi nel mese di gennaio 2026, e dunque per i quali esisteva un contratto di convenzionamento attivo in quel periodo, il termine ultimo per completare la registrazione del collegamento sul portale è stato fissato a quarantacinque giorni dalla data di attivazione della piattaforma, avvenuta appunto il 5 marzo: la scadenza da tenere a mente, quindi, è lunedì 20 aprile. L’associazione deve essere effettuata dal titolare dell’attività, o da un intermediario debitamente delegato, accedendo all’area riservata con le proprie credenziali Spid, Cie o Cns; una volta dentro il portale “Fatture e Corrispettivi”, si sceglie il servizio “Gestione collegamenti” e si seleziona la matricola del registratore telematico per poi abbinarla al Pos, anche in configurazioni multiple dove, per esempio, più dispositivi di pagamento fanno capo a un unico registratore o viceversa.
Le caratteristiche dell’abbinamento e il regime per le nuove attivazioni
Va sottolineato, come ribadito più volte dall’Agenzia delle Entrate anche nel corso di videoconferenze con le associazioni di categoria, che non si tratta di un collegamento fisico che richiede interventi tecnici sulle apparecchiature, bensì di un adempimento puramente amministrativo e informatico volto a incrociare i dati delle transazioni elettroniche con quelli della trasmissione telematica dei corrispettivi. Per i Pos che verranno attivati dopo il 31 gennaio, invece, le regole cambiano leggermente: la comunicazione del collegamento dovrà essere effettuata in una finestra temporale ben precisa che va dal sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione fino alla fine dello stesso mese. Se un nuovo terminale viene messo in funzione a marzo, per fare un esempio concreto, l’esercente avrà tempo dal 6 al 31 maggio per registrare l’abbinamento sul portale, e lo stesso principio si applica in caso di variazioni o sostituzioni dei dispositivi già collegati, al fine di mantenere allineate e aggiornate le risultanze fiscali con i flussi di pagamento elettronici.




