Emissioni auto, nuovi limiti e sanzioni nel 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Acea, l’associazione che raggruppa i costruttori automobilistici europei, ha recentemente sollevato preoccupazioni riguardo ai nuovi target sulle emissioni di CO2 delle auto, previsti per il 2025. Secondo la normativa dell'Unione Europea, nota come Corporate Average Fuel Economy (CAFE), i veicoli venduti da ciascun costruttore non potranno eccedere i 93,6 grammi/km di anidride carbonica prodotta. Questa misura, sebbene mirata a ridurre l'impatto ambientale del settore automobilistico, ha suscitato timori tra i produttori, che vedono avvicinarsi la scadenza senza adeguati strumenti per rispettare tali limiti.

La crisi dell’auto, che affonda le sue radici in problemi industriali, normativi e commerciali, è aggravata dalle regole imposte dalla Ue. La deadline del 2035, fissata per lo stop alla vendita di veicoli diesel e benzina, rappresenta un ulteriore ostacolo per un settore già in difficoltà. Le tappe intermedie, considerate proibitive, non fanno che aumentare la pressione sui costruttori, che devono affrontare una transizione verso il green troppo rapida e poco supportata da incentivi adeguati.

In questo contesto, le dimissioni forzate di Carlos Tavares da Stellantis evidenziano le tensioni interne alle grandi case automobilistiche, che pagano gli errori di gestione del passato. La situazione è particolarmente critica nelle Marche, dove Confartigianato ha lanciato l’allarme: la filiera auto, che comprende produzione, riparazioni, vendita e carrozzeria, è a rischio. Con 3.671 aziende, di cui sei su dieci artigiane, e 13.330 persone impiegate, il comparto ha già subito le prime conseguenze della recessione a livello italiano ed europeo.

Le discussioni a Bruxelles su come salvare l’industria europea dell’auto procedono a rilento, con ipotesi di revisione del Green Deal considerate troppo timide.

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