Raduno neonazista nella sede della Pro Loco di Lonate Pozzolo, l'inchiesta tedesca svela il raduno segreto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un raduno di estrema destra, che ha riunito circa cinquecento simpatizzanti provenienti da varie nazioni europee, si è tenuto lo scorso novembre all’interno della tensostruttura del Cerello, struttura gestita dalla Pro Loco di Lonate Pozzolo. La vicenda, rimasta fino ad ora confinata in ambienti ristretti, è emersa pubblicamente solo in questi giorni grazie alle rivelazioni della piattaforma investigativa tedesca Exif, specializzata in monitoraggio antifascista. I giornalisti, servendosi di telecamere nascoste, hanno documentato il raduno-concerto denominato "Hammerfest", organizzato per celebrare il trentesimo anniversario del capitolo italiano degli Hammerskins, formazione nota per i suoi legami espliciti con l’ideologia nazista e per una storia costellata di episodi di violenza.

Il raduno e le sue dinamiche

L’evento, che si è svolto a poca distanza dall’aeroporto di Malpensa, ha visto la partecipazione di numerosi individui giunti anche dalla Svizzera confinante, attratti dalla musica di band come la tedesca Spreegeschwader e la statunitense Max Resist. Le immagini catturate, alcune delle quali diffuse in rete, mostrano un pubblico che, al culmine delle esibizioni, ha intonato cori e lanciato il saluto "Sieg Heil", inequivocabile retaggio della Germania hitleriana. Si trattò, dunque, di una manifestazione non episodica ma strutturata, tesa a diffondere propaganda e a rinsaldare i legami interni a quella rete segreta che lotta per la cosiddetta supremazia bianca.

Le immediate ripercussioni locali

La pubblicazione dell’inchiesta ha scatenato un terremoto politico e associativo nel territorio lonatese, mettendo sotto i riflettori la gestione degli spazi pubblici. A fare le spese dello scandalo, in prima istanza, è stata la stessa Pro Loco, nella cui sede si era consumato l’episodio. Una consigliera dell’associazione, Melissa Derisi, ha annunciato con un post social le proprie dimissioni dal Consiglio Direttivo, definendo l’accaduto un "fatto di estrema e inaccettabile gravità". La sua decisione, presa di propria iniziativa, segnala la profonda spaccatura e il disagio creatosi all’interno di un’organizzazione che, per sua natura, dovrebbe promuovere la socialità e la cultura del territorio.

Il quadro giudiziario e investigativo

La documentazione raccolta dagli investigatori tedeschi, dettagliata e corredata da materiale fotografico, costituisce ora un tassello fondamentale per le autorità competenti. Il caso, per la sua dimensione transnazionale e per la natura dell’organizzazione coinvolta, richiede un’attenta valutazione sotto il profilo penale, alla luce della legislazione che contrasta il riorganizzarsi di movimenti aventi finalità antidemocratiche e di apologia del fascismo. Le indagini, che presumibilmente seguiranno, dovranno accertare responsabilità organizzative e chiarire le modalità con cui un evento di tale portata abbia potuto svolgersi in un locale di gestione pubblica.

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