Papa Leone ad Acerra, il canto contro l’inquinamento scuote la Terra dei Fuochi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Papa Leone è arrivato ad Acerra davanti a quindicimila persone e nella piazza Calipari ha ascoltato il brano “Si sta terra” cantato da Don Mimmo Iervolino, sacerdote noto per le sue denunce contro l’inquinamento ambientale nella Terra dei Fuochi. Il canto, definito un vero e proprio “grido della terra”, ha accompagnato una giornata segnata dai richiami alla responsabilità civile e alla tutela del territorio. Don Mimmo, per anni impegnato a Pomigliano d’Arco, ha ricordato attraverso la musica il peso delle emergenze ambientali che hanno segnato l’area tra Napoli e Caserta.

Il sacerdote vive oggi in una frazione vicino Nola dopo avere lasciato Pomigliano d’Arco a causa delle sue numerose denunce. La sua esibizione davanti al Pontefice ha assunto un valore simbolico nel contesto della visita di Papa Leone ad Acerra, organizzata per incontrare i fedeli e i sindaci dei Comuni della Terra dei Fuochi. L’arrivo del Papa in papamobile dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta fino a piazza Calipari è stato accolto con entusiasmo dalla folla presente, radunata sin dalle prime ore della mattina.

Il messaggio del Papa sulla Terra dei Fuochi

Nel suo intervento, Papa Leone ha parlato apertamente delle conseguenze dell’inquinamento ambientale e delle responsabilità che hanno inciso sul territorio. Davanti ai vescovi, al clero, ai religiosi e alle famiglie delle vittime dell’inquinamento, il Pontefice ha spiegato di essere arrivato ad Acerra per “raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care”. Nel discorso pronunciato nella cattedrale, ha fatto riferimento a “persone e organizzazioni senza scrupoli” che per troppo tempo avrebbero agito impunemente, provocando danni ambientali e sociali profondi.

Il Papa ha insistito sulla necessità di un cambiamento di mentalità non soltanto economica, ma anche civile e religiosa. Secondo Leone XIV, sarà proprio questo cambiamento a permettere di “risanare questa terra e l’intero Pianeta”. Nel suo messaggio ha richiamato l’importanza di consolidare il patto già avviato tra cittadini, istituzioni e organizzazioni pubbliche e private, sottolineando che il percorso educativo e sociale può contrastare le alleanze criminali e rafforzare le energie positive presenti sul territorio.

Il richiamo alla giustizia e alla cura del territorio

La visita ad Acerra si è svolta nell’anno giubilare dedicato a san Francesco d’Assisi, richiamato dal Pontefice come simbolo di pace e fraternità. Papa Leone ha collegato il tema della pace alla cura verso l’altro e alla responsabilità condivisa nei confronti dell’ambiente. Nel suo intervento ha invitato ciascuno ad assumersi le proprie responsabilità “in nome della giustizia e della vita”, legando il futuro della Terra dei Fuochi alla capacità delle istituzioni e delle persone di collaborare in modo concreto.

Le parole del Papa e il canto di Don Mimmo Iervolino hanno dato forma a una giornata centrata sul rapporto tra ambiente, sofferenza sociale e memoria delle vittime dell’inquinamento. La presenza dei sindaci dei territori coinvolti e delle famiglie colpite dalle conseguenze ambientali ha rafforzato il significato dell’incontro, trasformando Acerra in uno dei luoghi simbolo del confronto sulla Terra dei Fuochi. Tra la folla e gli interventi ufficiali è emerso soprattutto il richiamo a non lasciare isolate le denunce e le richieste di tutela del territorio.

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