Processo Open Arms, chiesti un milione di euro di risarcimento a Salvini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel processo Open Arms, iniziato tre anni fa contro Matteo Salvini, le parti civili hanno richiesto un risarcimento danni di un milione di euro. Gli avvocati rappresentano sia singoli naufraghi sia associazioni e organizzazioni non governative. Salvini, attualmente vicepremier, è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Il pubblico ministero ha chiesto sei anni di carcere per l'ex ministro dell'Interno.

Il caso risale all'agosto del 2019, quando Salvini impedì lo sbarco di 147 migranti soccorsi dalla ong spagnola Open Arms. Secondo l'accusa, l'azione di Salvini avrebbe violato le norme di solidarietà e quelle internazionali, che avrebbero imposto lo sbarco immediato dei migranti. Gli avvocati delle parti civili hanno descritto la condotta di Salvini come "disumana" e "marcatamente politica ed elettorale", accusandolo di aver sacrificato la dignità dei naufraghi per fini politici.

Il processo riprenderà il 18 ottobre con l’arringa della difesa di Salvini. Nel frattempo, la Lega ha organizzato gazebo nelle piazze delle città di Matera e Potenza per raccogliere firme a sostegno dell'operato di Salvini come ministro dell'Interno. Il coordinatore della Lega in Basilicata, Pasquale Pepe, ha dichiarato che difendere i confini dell'Italia non è un reato, ma un dovere.

La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti, con Legambiente e Arci che si sono costituite parti civili nel processo. Le due associazioni hanno criticato l'operato di Salvini, sostenendo che il suo comportamento ha violato i diritti umani dei migranti.

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