Claudio Baglioni e la Martinella, il concerto di Natale risuona in Senato
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Redazione Interno
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La maglietta a righe, quella che da decenni è parte di un immaginario condiviso, è apparsa fuori programma nell’Aula di Palazzo Madama, dove domenica 21 dicembre si è tenuto il tradizionale concerto di Natale. “Non è in scaletta”, ha spiegato il presidente del Senato Ignazio La Russa prima che iniziasse la musica, “perché tanto fa parte della nostra storia, del nostro modo di sentirci italiani”. Un preludio informale a una serata di musica e istituzioni, che ha visto Claudio Baglioni, accompagnato dall’Orchestra e dal Coro del Teatro San Carlo di Napoli, esibirsi davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente della Camera Lorenzo Fontana e alle altre alte cariche dello Stato. Tra i brani proposti, naturalmente, non è mancato “Strada facendo”, inno generazionale che ha riempito le volte dell’emiciclo. L’evento, un appuntamento consolidato nel calendario delle festività, ha offerto un momento di raccoglimento e di riflessione, lontano dalle tribolazioni della politica quotidiana, in un luogo che La Russa ha definito “la casa degli italiani”.
L’auspicio di pace e il riconoscimento istituzionale
Prima che le note prendessero il sopravavento, le parole del presidente del Senato hanno tracciato un filo tra l’anno che volge al termine e quello che verrà. Rivolgendosi agli illustri ospiti, La Russa ha sottolineato come l’occasione fosse propizia per pensare “sulla pace che diventa ogni giorno di più un bene prezioso da conquistare”, esprimendo l’auspicio che il 2026 possa configurarsi come un anno di pace. Un messaggio, il suo, che ha fissato il tono della serata, collocando la cultura e la musica come strumenti di unità e di speranza. La dimensione simbolica dell’evento si è poi concretizzata in un gesto significativo: nel corso della manifestazione, infatti, a Claudio Baglioni è stata consegnata la Martinella, la campanella storica simbolo del Senato. Il dono, ricevuto dalle mani di La Russa, è stato inteso come un riconoscimento per la lunga carriera del cantautore e, in particolare, per l’ideazione del progetto “GrandTour La vita è adesso”.
Il suono che unisce: dalla storia alla melodia
Quell’oggetto, carico di storia istituzionale, ha per un attuto cambiato significato tra le dita dell’artista. Baglioni, con la disinvoltura che gli è propria, dopo averla fatta suonare ha osservato come il suo tintinnio potesse ricordare quello di una “Jingle bell”, trasformando così un simbolo di autorità in una potenziale composizione natalizia. Quel momento leggero ha ben sintetizzato lo spirito dell’incontro: la capacità dell’arte di dialogare con le istituzioni, di reinterpretarne i linguaggi senza sminuirne il valore, creando un ponte inaspettato tra formalità e familiarità. L’intera esibizione, del resto, è scorsa via su questo registro, con i grandi successi di un repertorio popolare che ha fatto da colonna sonora a generazioni di italiani a risuonare nel luogo per eccellenza della rappresentanza nazionale.
Un rito civile nel cuore delle istituzioni
Al di là dei singoli gesti e delle esibizioni, ciò che l’evento ha messo in luce è la persistenza di certi riti civili, capaci di riunire, almeno per una sera, le massime cariche dello Stato in una cornice diversa da quella consueta. La presenza del Capo dello Stato e dei presidenti delle Camere non è stata una mera formalità, ma ha conferito all’appuntamento un carattere di solennità condivisa. L’Aula, normalmente teatro di dibattiti e confronti spesso accesi, è stata temporaneamente restituita alla sua accezione di “casa”, come l’ha chiamata La Russa, ospitando un linguaggio universale come quello musicale. Un concerto che, nel suo ripetersi annuale, finisce per tracciare una continuità tra le diverse legislature e i diversi momenti politici, ricordando come esistano spazi di incontro al di là delle appartenenze.




