Roma svegliata dal gelo, timida nevischiata nei quartieri orientali
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Redazione Interno
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La pioggia insistente che ha caratterizzato l’ultima fase dell’anno è stata spazzata via da un’irruzione di aria gelida, di quelle che non si registravano ormai da quasi un decennio, portando la penisola, come ebbe a dire un noto meteorologo, dentro una sorta di “freezer” generalizzato. Le temperature minime, infatti, hanno toccato valori particolarmente bassi, con picchi di venti gradi sotto lo zero sulle vette alpine e gelate, non meno intense, che hanno interessato in modo diffuso le pianure del Centro-Nord. Roma, in questo contesto, non è rimasta immune, sperimentando un brusco calo termico che ha portato i valori vicini allo zero, condizione ideale per il fenomeno, tanto atteso quanto effimero, che ha colorato di bianco per pochi attimi alcuni cieli cittadini.
Il fenomeno breve e discontinuo che ha emozionato la città
Quella che si è materializzata all’alba non è stata, per usare un eufemismo, una nevicata degna di questo nome, capace di depositare un manto candido sui tetti e sulle strade, ma piuttosto una nevischiata timida e discontinua. I fiocchi, grandi e radi, hanno fatto la loro comparsa soprattutto nei quadranti orientali e settentrionali della Capitale, da Borghesiana al Tufello, da Conca d’Oro fino a Cinecittà, sciogliendosi però quasi immediatamente al contatto con il suolo e i parabrezza delle automobili. È stato un evento fugace, della durata di qualche minuto, sufficiente tuttavia a regalare quel colpo d’occhio suggestivo che ogni volta sembra fermare il tempo in una metropoli abituata a ben altri ritmi, spingendo molti a guardare in alto con rinnovata meraviglia.
I precedenti storici che hanno segnato la memoria collettiva
La neve a Roma, come è noto, costituisce un evento meteorologico non comune, tanto da fissarsi con forza nella memoria collettiva quando si verifica in modo significativo. Il secolo scorso, ad esempio, ha registrato episodi rimasti impressi a fuoco nell’immaginario cittadino, come le copiose nevicate del 1956 e del 1985, capaci di trasformare radicalmente, seppur per poco, il volto dell’Urbe. In tempi più recenti, poi, si ricordano gli eventi del 2012 e del 2018, che pur non raggiungendo l’intensità di quelli storici, hanno comunque lasciato un segno visibile e fotografato da molti. Fenomeni di questa portata, benché rari, dimostrano come il clima della Capitale, pur nel suo tipico stampo mediterraneo, non sia del tutto impermeabile agli eccessi delle ondate di freddo polare.
Il weekend sotto la minaccia di vento forte e nuove piogge
La parentesi gelida e la fugace apparizione dei fiocchi bianchi sembrano però destinate a chiudersi in fretta, lasciando spazio a un cambio di scenario già annunciato per il primo fine settimana di gennaio. Le previsioni meteorologiche, infatti, indicano l’arrivo di una nuova perturbazione, accompagnata da venti forti e da piogge, che promette di rendere il clima tutt’altro che sereno. Se il gelo di questi giorni ha regalato un istante di poesia, il tempo instabile in arrivo ricorderà presto ai romani la più consueta e dinamica fisionomia dell’inverno capitolino, sempre in bilico tra il freddo pungente e il cielo grigio carico di pioggia.




