Blitz incappucciati contro l’eolico in Mugello, la procura indaga per terrorismo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tra mercoledì e venerdì scorsi, una cinquantina di persone incappucciate – alcune armate di coltelli – hanno fatto irruzione nel cantiere dell’impianto eolico di Monte Giogo di Villore, nel Mugello, minacciando operai e ingegneri e causando danni a macchinari e infrastrutture. La società Agsm-Aim, titolare del progetto, ha denunciato l’accaduto, mentre la procura di Firenze ha aperto un fascicolo per danneggiamento, rapina e minaccia aggravati dalla finalità terroristica, sebbene al momento non vi siano indagati.

L’episodio, che rientra in una serie di proteste contro l’installazione di pale eoliche in aree rurali, ha riacceso il dibattito tra sostenitori delle energie rinnovabili e chi ne contesta l’impatto ambientale. Marco Duranti, presidente di Legambiente Firenze, ha definito gli autori del blitz «antagonisti che hanno compreso il progetto», aggiungendo che l’inerzia delle istituzioni favorirebbe gli interessi delle multinazionali.

Il parco eolico, una volta completato, dovrebbe produrre circa 80 gigawatt-ora annui di energia pulita, ma i critici – tra cui alcuni ambientalisti – ne contestano gli effetti su paesaggio, flora e fauna. Carlo Alberto Pinelli, pur condannando i metodi violenti, ha espresso comprensione per «l’esasperazione» causata dalla proliferazione di impianti su terreni agricoli, definendo i danni al patrimonio naturale «incalcolabili».

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