Cinquanta incappucciati devastano il parco eolico in Mugello: danni per un milione, indaga la procura
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Redazione Interno
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Una cinquantina di persone, con il volto coperto da passamontagna e sciarpe, hanno preso d’assalto il cantiere del parco eolico in costruzione sul Monte Giogo di Villore, tra Dicomano e Vicchio. Armate di coltelli, hanno intimato agli operai di abbandonare il posto, per poi tornare il giorno successivo e distruggere con violenza le ruspe e altri macchinari, causando danni stimati in un milione di euro. L’azienda Agsm Aim, che gestisce il progetto, ha denunciato l’accaduto, mentre carabinieri e Digos stanno cercando di ricostruire la dinamica dei due raid, avvenuti in sequenza.
Dalle prime indiscrezioni, gli autori del blitz sembrerebbero appartenere all’universo anarco-ambientalista, sebbene non siano ancora emersi legami diretti con gruppi organizzati. Quel che è certo è che l’azione, oltre a seminare paura tra i lavoratori, ha riacceso il dibattito sulle proteste contro le energie rinnovabili, spesso accusate di deturpare il paesaggio. Non a caso, la procura di Firenze aveva già avviato un’inchiesta esplorativa sul cantiere, a seguito di un esposto presentato mesi fa da Italia Nostra, che contestava l’impatto ambientale dell’opera. I carabinieri forestali, nelle scorse settimane, avevano acquisito documenti dai comuni di Dicomano e Vicchio, anche se al momento non è stato ipotizzato alcun reato.
La condanna politica è stata immediata e trasversale. I sindaci dei due comuni coinvolti, Francesco Tagliaferri e Massimiliano Amato, entrambi del Pd, hanno definito l’atto «terroristico», sottolineando che la protesta, seppur legittima, non può tradursi in violenza. «Questo non è manifestare – hanno dichiarato – ma un attacco inaccettabile alla sicurezza delle maestranze». Amato ha poi ribadito l’importanza di mantenere il confronto «nei binari della legalità», evitando derive che rischiano di compromettere il dialogo su progetti già controversi.




