Omicidio di Charlie Kirk, il video del presunto killer sul tetto dell'università
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Redazione Esteri
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Le indagini sull'omicidio di Charlie Kirk, figura di spicco del movimento pro-life americano, si concentrano sulle immagini di una telecamera di sicurezza che ritraggono il presunto killer, un ventenne la cui identità non è ancora stata resa pubblica, nell'atto di appostarsi sul tetto di un edificio dell'Università dello Utah. Il commissario del Dipartimento di pubblica sicurezza dello Utah, Beau Mason, ha dichiarato in conferenza stampa che l'individuo, il quale «si è mimetizzato bene» tra gli studenti poiché «sembra essere in età universitaria», è ripreso mentre prima sta dietro a un cornicione e poi fugge via, lasciando sul posto il fucile utilizzato per commettere il fatto.
Sulle munizioni, secondo quanto riferito dalle autorità investigative, sono state rinvenute delle scritte riconducibili a ideologie antifasciste e transgender, elementi che, sebbene non chiariscano del tutto le motivazioni del gesto, forniscono un primo, cruciale indizio per le forze dell'ordine. L'Fbi, entrata nel caso, ha già diffuso le foto del sospettato, mentre Mason ha espresso fiducia nella possibilità di rintracciarlo presto, sottolineando come il video in loro possesso sia di buona qualità e offra dettagli utili.
La reazione del mondo conservatore statunitense, che considera Kirk un martire per la causa, è stata immediata. James Carafano, senior advisor dell’Heritage Foundation, think tank vicino al presidente Donald Trump, ha stroncato qualsiasi tentativo di dipingere la vittima come una provocatrice, affermando: «Kirk non fomentava la violenza. È come dire che Martin Luther King era un provocatore». Carafano, che lo conosceva personalmente, ha aggiunto che nessuno riuscirà a silenziare il loro diritto di parola.




