Piazza Affari regge il timone in Europa mentre Trump riaccende i timori sui dazi
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Redazione Economia
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Mentre le principali borse europee oscillano tra timide aperture al rialzo e segnali di incertezza, Milano si conferma il listino più resiliente del Vecchio Continente, con il Ftse Mib che chiude in positivo (+0,53%), superando Parigi (+0,3%) e Londra (+0,17%). Francoforte, invece, arretra di un marginale -0,02%, riflettendo le cautele degli investitori di fronte alle nuove minacce protezionistiche provenienti dagli Stati Uniti, dove la presidenza Trump ha riportato in auge il tema dei dazi commerciali.
Sul fronte americano, lo S&P 500 registra un andamento stabile, sostenuto da una stagione di trimestrali che, almeno per ora, ha deluso meno del previsto. I dati macroeconomici, tuttavia, restano sotto osservazione, con il differenziale tra Btp e Bund che tocca gli 85 punti base, spinto dal rendimento del decennale italiano salito a 3,54%. Un segnale che, se da un lato riflette la fiducia nei confronti del debito sovrano nazionale, dall’altro non nasconde le tensioni geopolitiche e le incognite legate alle politiche commerciali statunitensi.
A catalizzare l’attenzione del mercato milanese è stato soprattutto il balzo di Iveco, che ha chiuso con un +8% dopo le voci – né confermate né smentite – di un possibile passaggio di proprietà da Exor al colosso indiano Tata Motors. Un’ipotesi che ha immediatamente allarmato i sindacati, pronti a chiedere un confronto urgente al ministero per garantire la stabilità occupazionale.
Tra i titoli più attivi, spiccano anche Stellantis e Saipem, mentre nel comparto tech-finanziario Fineco e Tenaris mostrano performance contrastanti. Sul fronte valutario, l’euro mantiene una tenuta discreta contro il dollaro, mentre l’oro – tradizionale bene rifugio – non registra picchi significativi, suggerendo che i mercati, per ora, stiano gestendo le turbolenze senza eccessi di panico.




