Borse asiatiche in rosso, il crollo dei chip travolge Tokyo e Seul
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Redazione Economia
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Una seduta da dimenticare, quella di oggi per le borse asiatiche, con il comparto tecnologico e dei semiconduttori che ha subito perdite pesantissime innescando un vero e proprio effetto domino sui listini. Le indiscrezioni relative a un significativo balzo in avanti della Cina nelle tecnologie per la produzione di chip hanno spento l'entusiasmo degli investitori, già provati da settimane di incertezza, scatenando un'ondata di vendite che non risparmia alcun titolo legato al settore.
A far precipitare la situazione, secondo quanto riportato dal sito specializzato The Information, sarebbe l'avvio della produzione industriale di macchine per la litografia nell'ultravioletto profondo da parte dell'azienda cinese Shanghai Yuliangsheng, una tecnologia che fino a oggi era considerata un dominio pressoché esclusivo del colosso olandese Asml e che risulta cruciale per realizzare i chip di ultima generazione.
Il crollo di Tokyo e Seul: numeri da record
La reazione dei mercati non si è fatta attendere e si è tradotta in una vera e propria débâcle per i principali indici asiatici. La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei cedere il 4,4%, mentre la situazione in Corea del Sud si è rivelata ancora più drammatica, con l'indice Kospi che ha registrato un crollo del 10,3%, arrivando a toccare percentuali addirittura superiori al 10,6% nel corso della seduta.
Le perdite sono state talmente ingenti da costringere gli operatori a sospendere temporaneamente le contrattazioni sull'indice sudcoreano, un evento che da solo testimonia la violenza del movimento ribassista in atto. A guidare la discesa sui listini di Seul sono stati i due giganti nazionali dei semiconduttori, Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno visto le loro azioni crollare rispettivamente del 13% e del 13,7%.
Il ruolo della Cina e la tecnologia DUV
A spaventare i mercati non è tanto la notizia in sé, quanto le sue implicazioni future per un settore che è diventato il campo di battaglia principale della competizione tecnologica globale. La produzione di macchine per la litografia DUV (Deep Ultraviolet) immersion, riferita alla società Shanghai Yuliangsheng, rappresenterebbe un passo avanti notevole per l'industria cinese, capace di ridurre in modo significativo il divario con le tecnologie occidentali in un comparto ritenuto strategico per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
La tecnologia in questione, dominata da Asml, è essenziale per incidere i circuiti sui wafer di silicio e produrre i chip più potenti; se la Cina riuscisse a renderla disponibile su larga scala, gli equilibri competitivi globali potrebbero cambiare radicalmente, minacciando la posizione di predominio di aziende come Nvidia, Micron, AMD e Intel, i cui titoli hanno subito perdite pesanti anche a Wall Street.
Timori per l'intelligenza artificiale e i conti delle big tech
Il sell-off che ha investito i produttori di chip si inserisce in un contesto di crescente scetticismo riguardo agli investimenti nell'intelligenza artificiale, che avevano trainato le borse nei mesi precedenti. Gli investitori, ora, si interrogano sulla sostenibilità di tali spese e sui tempi di un effettivo ritorno economico, e le notizie provenienti dalla Cina hanno agito come un catalizzatore, alimentando la correzione di un settore che aveva registrato performance straordinarie.
A questo si aggiunge l'attesa per i risultati trimestrali delle grandi aziende tecnologiche americane, i cui conti saranno scrutinati con particolare attenzione per capire se la domanda di chip per l'IA sia ancora solida o se si stia già manifestando un primo rallentamento. La pioggia di editoriali e interventi di segno negativo sul comparto, che per mesi avevano messo in guardia da valutazioni eccessive, ha così trovato un terreno fertile per concretizzarsi, come evidenziato da un osservatore che ha commentato come "tanto tuonò che piovve".
Le ripercussioni a livello globale
L'ondata di vendite non si è fermata ai confini dell'Asia, e ha contagiato anche altri listini, con Taiwan che ha visto il Taiex perdere il 4,65% e Shenzhen cedere il 3%, in una giornata di passione per l'intera regione Asia-Pacifico. I future su Wall Street e le borse europee sono attesi in apertura in netta flessione, suggerendo che la seduta di oggi potrebbe rivelarsi una delle più nere per il comparto tecnologico degli ultimi tempi.
L'attenzione degli operatori è ora concentrata sugli sviluppi della vicenda e sulla veridicità delle indiscrezioni, ma la sola prospettiva di una maggiore concorrenza da parte della Cina in un mercato così strategico è già bastata a cancellare centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione dai bilanci delle aziende del settore, segnando una battuta d'arresto significativa per un comparto che fino a ieri sembrava inarrestabile.
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