Oristano, pene più severe per i maltrattamenti animali: stop alle catene e multe raddoppiate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Chi uccide un animale "con crudeltà e senza necessità" rischia fino a quattro anni di carcere, mentre per abbandono, sevizie o detenzione illegale scattano sanzioni più pesanti e il divieto di tenere cani legati alla catena. Il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge proposta dalla deputata Michela Brambilla, che modifica il codice penale e quello di procedura penale, introducendo tutele più rigide per gli animali, riconosciuti come esseri senzienti.

Il testo, approvato a scrutinio segreto e senza dibattito, non solo inasprisce le pene esistenti, ma vieta espressamente la commercializzazione di pelli e pellicce di gatto domestico, oltre a colpire i combattimenti clandestini. Una svolta significativa, che cancella la vecchia dicitura "Dei delitti contro il sentimento per gli animali" – legata a una visione antropocentrica – sostituendola con "Dei delitti contro gli animali", in linea con la riforma costituzionale del 2022.

Tra le novità più rilevanti, il raddoppio delle multe per chi abbandona o maltratta, con sanzioni che possono superare i 30mila euro, e l’introduzione di aggravanti per i reati commessi in presenza di minori o con finalità di lucro. L’Oipa, l’organizzazione che da anni denuncia i casi più efferati di violenza, ha definito la riforma "un passo avanti per chi non ha voce", sottolineando come l’inasprimento delle pene possa finalmente dissuadere i responsabili.

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