Strage di Fidene, il verbale smentisce Palazzo Chigi: “Chiesto di non processare il killer”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le parti civili del processo sulla strage di Fidene smentiscono quanto dichiarato ieri da Palazzo Chigi in una nota: “L’avvocatura dello stato ha chiesto una sentenza di non luogo a procedere”. L'avvocatura dello stato “per i responsabili civili ministero della Difesa e ministero dell’Interno, insiste nell’istanza già formulata alla scorsa udienza e chiede sentenza di non luogo a procedere”.

Una storia che ha dell’incredibile. L’avvocatura dello Stato, coinvolta nel processo sulla strage di Fidene – che vede rinviato a giudizio Claudio Campiti, l'uomo che l’11 dicembre del 2022 sottrasse un’arma da fuoco dal poligono di tiro di Tor di Quinto e uccise quattro donne, ferendo altre cinque persone, durante un'assemblea di condominio – chiede il "non luogo a procedere" nei confronti dell'imputato.

Eccolo il documento che smentisce Palazzo Chigi, quello che certifica le scelte dei legali che nel processo sulla strage di Fidene rappresentano lo Stato, quello che racconta come i rappresentanti delle istituzioni abbiano prima chiesto che l’assassino di quattro donne non venisse processato e poi, quando è emersa la notizia, abbiano smentito fatti realmente accaduti.

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