Il parere del Bambin Gesù non cancella il piccolo dalla lista, resta l’attesa spasmodica di un cuore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Cinquantacinque giorni. È questo il lasso di tempo che il piccolo Tommaso, il bambino di due anni e quattro mesi di origini nolane, sta trascorrendo ormai sospeso tra la vita e la speranza tecnologica di una macchina cuore-polmoni, l’Ecmo, che dal 23 dicembre scorso ne sostiene le funzioni vitali all’ospedale Monaldi di Napoli. L’intervento che avrebbe dovuto regalargli una nuova esistenza, un trapianto cardiaco eseguito con un organo prelevato a Bolzano, si è trasformato in un calvario clinico e giudiziario a causa di un cuore, quello del donatore, che sarebbe stato danneggiato durante il trasporto: un utilizzo improprio di ghiaccio secco, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dai legali della famiglia, al posto del ghiaccio normale, avrebbe compromesso irrimediabilmente il muscolo cardiaco già durante il viaggio in un comune contenitore di plastica -5-10.
Nonostante la gravità della situazione, e anzi in aperta e drammatica dissonanza con la valutazione pervenuta nei giorni scorsi dall’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, l’Heart Team del Monaldi ha ribadito la decisione di mantenere il bambino nella lista d’attesa per un nuovo trapianto. Il parere dei sanitari romani, richiesto dalla stessa azienda ospedaliera partenopea come second opinion, aveva gelato ogni illusione dichiarando il piccolo non più trapiantabile, ma la direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, in una nota ufficiale, ha chiarito come, a parere del medico responsabile e al termine di un serrato confronto, il bambino continui a sussistere le condizioni cliniche per rimanere in lista -1-7. Una posizione, quella del nosocomio napoletano, che ha portato il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, a presentare una integrazione di querela, manifestando tutto il suo sconcerto per una vicenda in cui lo stesso chirurgo che eseguì il primo intervento, e che ora risulta tra gli indagati, potrebbe essere chiamato a rioperare il piccolo qualora si trovasse un organo compatibile -1.
Una macchina dello Stato che non si ferma tra numeri record e procedure sotto inchiesta
Mentre la vicenda del piccolo Tommaso tiene col fiato sospeso l’opinione pubblica, la macchina dei trapianti italiana continua a viaggiare a ritmi serrati, testimoniata dai dati del 2024 recentemente consolidati dal Centro Nazionale Trapianti. Con quasi 4.700 trapianti realizzati nello scorso anno, una media di quasi tredici interventi al giorno, e un tasso di donazione che colloca l'Italia al secondo posto tra i grandi Paesi europei dietro la sola Spagna, il sistema donazione e trapianto si conferma una delle eccellenze del Servizio sanitario nazionale, con 1.730 donatori effettivamente utilizzati e un’età media che si attesta sui 62,6 anni -3-4. Un’attività complessa che deve rispondere alle esigenze di oltre ottomila pazienti costantemente in lista d’attesa, un esercito silenzioso di malati per i quali l’arrivo di un organo rappresenta l’unica possibilità concreta di sopravvivenza -8.
È in questo contesto di eccellenza numerica, però, che si inserisce la crepa profonda del caso di Napoli, che ha portato la Procura partenopea a iscrivere nel registro degli indagati sei persone, tutte appartenenti all’equipe del Monaldi che ebbe un ruolo operativo nella fase di prelievo a Bolzano e nel successivo trapianto. L’ipotesi di reato, al momento, è di lesioni colpose, e gli investigatori, dopo aver acquisito tutta la documentazione clinica e diagnostica, stanno concentrando i loro accertamenti non solo sulla dinamica del trasporto dell’organo, ma anche sulla decisione, a valle, di procedere comunque all’impianto di un cuore che alcuni dei protagonisti sapevano già essere potenzialmente compromesso. A gettare ulteriore luce sulla vicenda è spuntata una relazione interna, rimasta inizialmente segreta e poi acquisita dalla Procura, scritta la sera stessa del 23 dicembre dai due medici napoletani inviati in Alto Adige, in cui si descrive proprio l’irritualità della procedura: la mancanza di un box termico adeguato e la fornitura, da parte dell’ospedale di Bolzano, di una semplice scatola di plastica e di ghiaccio secco -10.
Il primo posto nella lista e l’appello accorato di una madre
In questo scenario di accertamenti tecnici e scontri tra pareri medici, l’unica certezza è rappresentata dalla volontà dei sanitari del Monaldi di proseguire nella ricerca spasmodica di un nuovo cuore. Il ministero della Salute, tramite il Centro Nazionale Trapianti, ha già attivato la macchina di ricerca in Italia e nella rete europea, confermando che il piccolo è stato posto al primo posto assoluto nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno -2. Un primato, questo, che non ha però placato l’ansia della madre, Patrizia Mercolino, la quale, nel raccontare i video di vita familiare che la ritraggono mentre gioca e corre con il figlio prima dell’operazione, ha lanciato un appello accorato affinché si possa fare ancora di più, sperando in un inserimento in una lista mondiale che possa moltiplicare le possibilità di reperire un organo compatibile in tempi rapidi -2.
Il quadro clinico del bambino, come ribadito dalla stessa direzione ospedaliera, resta stabile in un contesto di estrema e grave criticità, e l’Heart Team si riunisce quotidianamente per valutare ogni minima fluttuazione dei parametri vitali. Per domani è previsto un nuovo briefing medico che potrebbe ridefinire il destino del piccolo, mentre i suoi genitori, assistiti dal legale, continuano a chiedere l’accesso a tutta la documentazione per poterla sottoporre a ulteriori specialisti, aggrappandosi a ogni teorica possibilità, compresa quella, mai formalizzata al Niguarda di Milano, di valutare l’impianto di un cuore artificiale che possa allungare i tempi di attesa rispetto al supporto Ecmo attuale -5. L’ombra dell’inchiesta, intanto, si allarga anche a Bolzano, dove l’Azienda sanitaria locale, pur ribadendo piena collaborazione con la magistratura, ha scelto per il momento il silenzio istituzionale -10.




