Doppia tragedia sull’Appennino: muore tuffandosi nel torrente, il padre si toglie la vita
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Sestola (Modena), 10 luglio 2025 – Trent’anni fa aveva perso una figlia di sei anni, fulminata da un phon mentre faceva il bagno. Martedì pomeriggio, quando ha visto il corpo senza vita del secondogenito, non ce l’ha fatta. Aurelio Marchioni, 68 anni, si è lanciato da un ponte poche ore dopo la morte del figlio Fabio, 36enne travolto dalle acque del torrente Dardagna mentre si tuffava.
Il giovane, noto albergatore di Sestola, è precipitato battendo la testa sulle rocce, in un punto delle cascate dove l’acqua è più profonda. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un incidente – come sembra probabile – o di un gesto volontario. Quel che è certo è che il padre, già provato da un lutto che aveva segnato la sua vita, non ha retto al nuovo dolore. I vigili del fuoco hanno ritrovato il suo corpo all’alba di mercoledì, dopo una notte di ricerche sotto il ponte Leo di Fagnano.
Nella piccola località turistica, affollata in questi giorni da chi cerca refrigerio dall’afa estiva, l’atmosfera è adesso opprimente. La doppia tragedia ha sconvolto non solo la famiglia Marchioni, titolare dell’Hotel del Corso, ma anche una comunità abituata a considerare quei luoghi come un rifugio sicuro. Il torrente Dardagna, meta di escursioni e bagni estivi, è ora al centro delle indagini: si cercano testimoni per ricostruire con precisione gli ultimi istanti di vita di Fabio.




