Doppia tragedia sull’Appennino: muore il figlio tuffandosi in un torrente, il padre si toglie la vita
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Redazione Interno
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Fanano (Modena) – Quello che doveva essere un pomeriggio come tanti si è trasformato in una tragedia senza ritorno, lasciando un intero paese sotto il peso di un dolore incontenibile. Fabio Marchioni, 36 anni, noto albergatore di Sestola, è morto ieri pomeriggio dopo essersi tuffato nelle acque del torrente Dardagna, battendo violentemente la testa contro le rocce. Poche ore dopo, il padre Aurelio, 67 anni, titolare dell’Hotel del Corso – dove lo stesso Fabio lavorava – è stato trovato senza vita in un luogo non lontano dalla scena del primo incidente.
I fatti risalgono alle 16:30 di martedì 8 luglio, quando Fabio, durante una gita alle cascate di Ponte Leo, nel territorio di Fanano, ha perso l’equilibrio durante un tuffo, precipitando sulle pietre sottostanti. I soccorsi, giunti tempestivamente, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La notizia, diffusa rapidamente tra gli abitanti della zona, ha gettato nello sconforto chi conosceva i Marchioni, famiglia ben radicata nell’economia locale.
Aurelio, che aveva dedicato anni alla gestione dell’albergo insieme al figlio, non ha retto al colpo. Nella notte tra martedì e mercoledì, dopo essersi allontanato da casa, è stato ritrovato senza vita in un bosco vicino. I carabinieri, al momento, non hanno rilasciato dettagli sulle dinamiche, ma le indagini – avviate per escludere ogni ipotesi diversa dal suicidio – procedono senza sospetti di terzi.




