Omicidio a Monte Sant'Angelo, ucciso a colpi di fucile Leonardo Ricucci
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Redazione Interno
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Nella notte del 17 settembre, a Monte Sant’Angelo, nel Foggiano, si è consumato un brutale omicidio che riporta alla luce le dinamiche criminali del Gargano. La vittima è Leonardo Ricucci, 38 anni, noto alle forze dell’ordine, raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco – si ipotizza un fucile a pallettoni – in località Valle Carbonara, una zona impervia nei pressi di Sitizzo. Il suo corpo, come appurato dai carabinieri giunti sul posto dopo la segnalazione della scomparsa, è stato rinvenuto solo dopo diverse ore dall’agguato, che risalirebbe alla serata precedente.
L’allarme era scattato ieri mattina, quando la moglie dell’uomo, non vedendolo fare ritorno a casa dopo essere uscito intorno alle dieci, aveva allertato le autorità. Ricucci, che svolgeva il mestiere di panettiere e che nel luglio del 2013 era stato arrestato per l’aggressione a due poliziotti – episodio che gli era valso una condanna a due anni con la pena sospesa – era nipote di Pasquale Ricucci, noto come ‘Fic secc’, storico boss del clan Ricucci-Lombardi-Romito, a sua volta ucciso a Macchia nel novembre del 2019 nel corso della faida con il gruppo avversario dei Li Bergolis.
La modalità esecutiva, che fa ricorso a un’arma da fuoco tipica della tradizione criminale garganica, e il luogo appartato scelto per l’agguato, indicano una matrice chiaramente malavitosa. L’omicidio, che ha provocato la ferma condanna del sindaco il quale ha parlso di un ritorno della mafia all’omicidio, appare come l’ultimo, sanguinoso capitolo di faide mai sopite, che continuano a insanguinare un territorio storicamente segnato dalla presenza di cosche organizzate.




