Orune, ucciso a colpi di fucile il figlio dell’uomo arrestato per l’omicidio Goddi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un nuovo episodio di violenza, che riporta alla mente i giorni più bui delle faide barbaricine, ha insanguinato Orune nella mattinata di oggi. Luigi Contena, 32 anni, è stato freddato all’ingresso di un ovile in località Su Cussolu, lungo la strada che collega il paese a Benetutti. A ucciderlo, stando alle prime ricostruzioni, sarebbero stati uno o più colpi di fucile sparati a distanza ravvicinata, che lo hanno colpito al volto mentre varcava il cancello della proprietà del suocero, dove si recava per badare al bestiame al posto dell’anziano, ricoverato in ospedale.
Quella di Luigi Contena non è una morte isolata, ma l’ultimo anello di una catena di sangue che lega la sua famiglia all’omicidio di Luca Goddi, pregiudicato 47enne di Budoni, ucciso a Orune lo scorso maggio. Il padre della vittima di oggi, Pietro Contena, è stato arrestato proprio per quell’omicidio, mentre lo stesso Luigi era finito nel mirino degli investigatori con l’accusa di favoreggiamento: avrebbe fatto sparire l’arma del delitto e aiutato il genitore a fuggire. Le indagini dei carabinieri, che già un mese fa avevano portato all’arresto di Pietro, si erano concentrate anche sul figlio, ritenuto complice nell’occultamento delle prove.
Il movente della vendetta, dunque, appare più che plausibile agli inquirenti, che non escludono un legame diretto tra i due omicidi. Quello di oggi è un agguato studiato, compiuto in un’ora in cui la vittima era sola e vulnerabile, mentre svolgeva un gesto quotidiano. La dinamica, del resto, ricorda quella di altri delitti legati a faide familiari, dove la violenza si tramanda di generazione in generazione, e ogni vittima diventa il pretesto per una nuova esecuzione.
La scoperta del corpo è avvenuta intorno alle 10:30, dopo una chiamata anonima al 112 di Sassari, che segnalava un cadavere lungo una strada agraria. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della compagnia di Nuoro, coordinati dalla procura, che hanno avviato i rilievi e setacciato la zona alla ricerca di testimoni o indizi utili. Nessuno, al momento, ha sentito gli spari, né visto sospetti nelle vicinanze, il che lascia presupporre che l’assassino abbia agito con freddezza, conoscendo abitudini e movimenti della vittima.




