Giro d’Italia, tredicesima tappa: da Rovigo a Vicenza, il duello si accende sul Monte Berico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il Giro d’Italia 2025 entra nel vivo, la corsa rosa approda in Veneto per una frazione che promette colpi di scena, con partenza da Rovigo alle 12.55 e arrivo a Vicenza dopo 180 chilometri di percorso. A tenere banco, oltre alla lotta per la maglia rosa – saldamente indossata da Del Toro, che guida anche la classifica dei giovani – sarà il finale sul circuito del Monte Berico, già teatro di epiche battaglie negli anni passati.

La prima parte della tappa, prevalentemente pianeggiante, offrirà ai corridori una relativa tregua prima delle insidie dei Colli Euganei, dove la breve ascesa del passo Roverello potrebbe già selezionare il gruppo. Ma è a 60 chilometri dal traguardo che la corsa prenderà una piega decisiva, con l’ingresso nei Monti Berici e la serie di saliscendi che caratterizzano la zona. La salita di San Giovanni in Monte, sebbene non particolarmente impegnativa, potrebbe essere il preludio a un finale esplosivo.

Il circuito finale, che i ciclisti affronteranno due volte, culminerà con l’arrivo al Santuario di Monte Berico, una salita breve ma insidiosa, con pendenze che toccano il 10%. Qui, i favoriti dovranno dosare le energie: troppo presto un attacco potrebbe rivelarsi controproducente, mentre chi saprà tempestare nel momento giusto avrà la chance di lasciare il segno. Tra i pretendenti alla vittoria di tappa, i nomi più quotati sono quelli di Ayuso, attualmente secondo in classifica a 33 secondi da Del Toro, e di Tiberi, terzo a 1’09”. Non si può escludere, però, un colpo di coda di Yates, che rimane a soli due secondi dal podio generale.

Le condizioni meteo, con cielo nuvoloso e temperature attorno ai 18° alla partenza, potrebbero influenzare la corsa. A Vicenza, infatti, sono previste piogge intermittenti, fattore che aggiungerà ulteriore incertezza, soprattutto nelle discese tecniche dei Berici. Intanto, Pedersen difende la maglia ciclamino della classifica a punti, mentre Fortunato conserva l’azzurra del Gran Premio della Montagna.

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