Sollevò una vigile sulle spalle a Bellaria: per il Riesame è violenza sessuale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Tribunale del Riesame di Bologna ha riconosciuto come violenza sessuale il gesto di un uomo di 55 anni che, in un'sera di agosto a Bellaria Igea Marina, ha sorpreso alle spalle una vigile mentre dirigeva il traffico, l'ha sollevata da terra e se l'è messa a cavalcioni sulle proprie spalle. Il collegio ha dunque letto in chiave sessuale una condotta che il giudice per le indagini preliminari non aveva ritenuto tale, con una valutazione che cambia la qualificazione dell'episodio.

Il no del gip alla misura cautelare chiesta dalla Procura

L'indagine è stata condotta dalla Procura di Rimini, dove il pubblico ministero Davide Ercolani aveva chiesto l'applicazione di una misura cautelare nei confronti dell'uomo, indagato per violenza sessuale e per minacce. Il gip del tribunale romagnolo aveva però respinto la richiesta, escludendo che nel comportamento dell'indagato fosse riconoscibile una matrice sessuale. Era stato il pm a insistere su quella lettura, e il Riesame gliel'ha ora riconosciuta.

L'uomo, formalmente residente a Borghi, nel Cesenate, ma di fatto senza fissa dimora, era stato denunciato nelle settimane successive ai fatti, dopo essere stato fermato sul posto grazie all'intervento di un passante.

La scena all'incrocio tra via Pascoli e via Panzini

La località balneare era affollata di turisti, nei giorni più caldi dell'estate, e la vigile era impegnata nella regolazione del traffico serale all'incrocio tra via Pascoli e via Panzini. L'uomo, a torso nudo, si sarebbe prima messo a imitare ironicamente i gesti dell'agente, per poi afferrarla alle spalle, bloccarle le gambe e sollevarla da terra.

Nella ricostruzione degli inquirenti avrebbe poi sfregato il viso contro le parti intime della donna, simulando un atto sessuale sotto gli occhi dei presenti, mentre l'agente non riusciva a liberarsi dalla presa. A porre fine all'aggressione è stato un passante, che è intervenuto in aiuto della vigile e ha allontanato il responsabile.

Cosa prevede la legge sugli atti sessuali improvvisi

La violenza sessuale è disciplinata dall'articolo 609 bis del codice penale, che dopo le modifiche del cosiddetto codice rosso prevede la reclusione da sei a dodici anni. Per i casi di minore gravità la pena può essere diminuita in misura non superiore ai due terzi.

La giurisprudenza della Cassazione ha più volte stabilito che rientrano nel reato anche i contatti rapidi e repentini su zone erogene, come il palpeggiamento improvviso dei glutei, perché non è necessario che la vittima sia messa nell'impossibilità di reagire: basta che l'azione si compia in modo insidiosamente rapido.

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