Trump e Musk, la guerra dei miliardari che scuote l’America
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Redazione Esteri
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La tensione tra Donald Trump e Elon Musk, due figure che incarnano potere e megalomania in forme diverse, ha raggiunto livelli senza precedenti, trasformando uno scontro personale in una crisi dagli effetti imprevedibili. Quello che era iniziato come un’alleanza strategica tra il presidente degli Stati Uniti e l’imprenditore più influente della Silicon Valley si è dissolto in una serie di accuse reciproche, minacce velate e colpi di scena degni di una trama hollywoodiana.
Musk, che aveva inizialmente sostenuto Trump nella sua campagna elettorale, ha cancellato da X – la piattaforma che possiede – un post in cui lo accusava, senza fornire prove, di essere un pedofilo. Un gesto che non ha placato la situazione, ma anzi ha innescato una reazione a catena. Trump, noto per non tollerare sfide alla sua autorità, ha risposto con un gelido disconoscimento, minacciando ritorsioni se il tycoon avesse finanziato i democratici. «Elon è fatto 23 ore al giorno», ha dichiarato in un incontro surreale, descritto da chi c’era come un mix tra un vertice politico e una scena di The Wolf of Wall Street.
La posta in gioco, però, va oltre il conflitto tra due ego smisurati. SpaceX, l’azienda aerospaziale di Musk, è diventata un pilastro dell’apparato militare e scientifico americano, con contratti miliardari stipulati con la Nasa e il Pentagono. Starlink, il sistema satellitare per internet, è considerato strategico per la sicurezza nazionale, tanto che alcuni analisti si chiedono se gli Stati Uniti possano davvero permettersi di rompere i rapporti con l’imprenditore. Trump, tuttavia, sembra disposto a correre il rischio, alimentando speculazioni su un possibile smantellamento dei legami tra governo e aziende legate a Musk.
Intanto, il mercato delle scommesse politiche scommette su sviluppi sempre più surreali: dalle quote su un’ipotetica incriminazione di Musk (25 a 1) alla possibilità che Trump prenda di mira il Dogecoin, la criptovaluta ironicamente sostenuta dal miliardario. Quello che emerge è uno scontro non solo tra persone, ma tra due visioni del potere: da un lato il nazionalismo populista di Trump, dall’altro l’ambizione tecnocratica di Musk, che ha persino ventilato l’idea di un “America Party” alternativo ai due schieramenti tradizionali.




