La doppia vittoria di Mattia Furlani e di sua madre, allenatrice
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Redazione Sport
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Mentre lo stadio di Tokyo esplodeva in un boato assordante per quel volo di 8 metri e 39 centimetri, c’era una persona, tra migliaia, che ha trattenuto l’entusiasmo. Kathy Seck, 54 anni, non ha esultato come tutti gli altri per l’impresa che garantiva a suo figlio, Mattia Furlani, la medaglia d’oro nel salto in lungo ai Mondiali. La sua reazione, apparentemente distaccata, non era dettata dall’emozione repressa bensì dalla professionalità di chi, in quel preciso istante, stava ancora lavorando. Perché Kathy non è solo la mamma del campione, ma è anche la sua allenatrice, colei che ne ha plasmato il talento e ne segue meticolosamente ogni progresso. Subito dopo il balzo decisivo, infatti, si è alzata per indicare al figlio, che nel frattempo si era avvicinato alla tribuna, alcuni dettagli tecnici da correggere in vista del tentativo successivo, dimostrando una dedizione totale che va ben oltre il legame parentale.
Con quel salto straordinario, Mattia Furlani ha riscritto non solo il suo record personale ma anche i libri di storia dell’atletica leggera. L’atleta delle Fiamme Oro, che ha compiuto vent’anni proprio nel 2025, è infatti diventato il più giovane campione mondiale di sempre nella specialità del lungo maschile, superando un primato che resisteva dal 1983, quando un fenomeno assoluto come Carl Lewis conquistò l’oro a Helsinki all’età di 22 anni. Un paragone che, da solo, basta a inquadrare la portata dell’impresa giapponese, la quale si aggiunge al titolo iridato indoor vinto nella stagione precedente a Nanchino.
La gara è stata un perfetto esempio di resilienza agonistica. Furlani, dopo un avvio tutt’altro che limpido caratterizzato da due salti nulli, ha infatti trovato la concentrazione necessaria per reagire con una determinazione fuori dal comune. È stato al quinto tentativo che ha scatenato la misura vincente, migliorando di colpo la sua migliore prestazione e superando i diretti avversari: il giamaicano Tajay Gayle, argento con 8.34 metri, e il cinese Shi Yuhao, bronzo con 8.33. Quell’8.39, oltre a valere l’oro mondiale, rappresenta anche il nuovo record veneto assoluto, un ulteriore tassello che completa un quadro di successo destinato a lasciare il segno.




