Di Giannantonio secondo ad Austin: "Marc Marquez imbattibile, ma la mia moto è ancora un mistero"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Fabio Di Giannantonio ha chiuso il venerdì di prove al Gran Premio delle Americhe con un risultato che, seppur positivo, lascia spazio a riflessioni tecniche e personali. Il pilota del team VR46, secondo nelle pre-qualifiche di Austin alle spalle di Marc Marquez, ha ammesso di non aver ancora afferrato appieno le potenzialità della sua moto, nonostante i progressi evidenti rispetto alla stagione precedente.

"Con la pista bagnata ho faticato non poco", ha spiegato Di Giannantonio a Sky Sport, sottolineando come le difficoltà maggiori siano emerse nella gestione delle gomme posteriori, che non riuscivano a raggiungere la temperatura ideale. "Non sentivo aderenza, era tutto più complicato", ha aggiunto, prima di ammettere che, in condizioni asciutte, la situazione è radicalmente cambiata. "Sull’asciutto è stata un’altra storia: la moto ha risposto bene, e questo mi fa ben sperare per domenica".

Il pilota romano, che quest’anno guida una Ducati GP25, ha tracciato un bilancio provvisorio della sua conoscenza della nuova moto. "Migliora sotto ogni aspetto rispetto alla GP24, ma devo ancora esplorarla a fondo", ha dichiarato. "Direi di conoscerla solo al 50%, e ad Austin la storia è sempre la stessa: c’è Marc Marquez, che domina come ha fatto per anni".

Marquez, infatti, ha dato prova della sua superiorità sul circuito texano, chiudendo le prove libere con un distacco di oltre sette decimi rispetto ai rivali. Un ritmo impressionante, che ha lasciato poco spazio alle discussioni. Intanto, nel box Aprilia, Jorge Martín ha fatto visita al team, mostrando i segni dell’incidente in supermotard che lo ha tenuto lontano dalle piste. "È stato il peggior crash della mia vita", ha confessato il pilota spagnolo, riferendosi alle numerose fratture riportate, tra cui quella allo scafoide, un infortunio notoriamente lento da guarire.

Sul fronte delle prove, Franco Morbidelli si è distinto nella sessione mattutina con pista bagnata, dimostrando una competitività che potrebbe rivelarsi cruciale in caso di pioggia durante il weekend. Ma è stato soprattutto Di Giannantonio a lasciare il segno, confermando di essere tra i piloti da tenere d’occhio, nonostante le riserve espresse. "L’obiettivo era passare in Q2, e ci siamo riusciti", ha concluso. "Ora serve capire perché sull’acqua ho avuto quei problemi, perché di solito vado forte anche in quelle condizioni".

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