Mondiale 2026, il quadro è completo: Congo e Iraq chiudono il lotto delle qualificate
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Si è ufficialmente chiuso, con la definizione degli ultimi due slot rimasti in palio, il puzzle delle partecipanti al campionato mondiale di calcio del 2026, un’edizione che – va ricordato – rappresenta la prima nella storia a essere disputata da ben 48 formazioni. La FIFA, dal canto suo, ha potuto finalmente archiviare la lunga fase dei play-off intercontinentali, completando così un tabellone che, dall’11 giugno al 19 luglio, animerà gli stadi di Canada, Messico e Stati Uniti. Sono state proprio Congo e Iraq, qualificatesi nella notte, a suggellare l’elenco delle 46 nazionali che affiancheranno le due padrone di casa nordamericane (Messico e Stati Uniti, oltre al Canada) in una competizione che, per la prima volta, abbraccerà tre nazioni organizzatrici.
L’ultimo atto dei play-off tra sudore e sorprese
Prima di loro, altri quattro team avevano già strappato il pass per la rassegna iridata: Svezia, Turchia, Bosnia Erzegovina e Repubblica Ceca. Di queste, la Bosnia – che tra l’altro ha avuto il merito di eliminare l’Italia nel percorso di qualificazione – rappresenta senza dubbio la nota più amara per gli appassionati nostrani, i quali dovranno assistere, per la terza edizione consecutiva, a un Mondiale senza la Nazionale azzurra. Le gare decisive, va detto, hanno regalato emozioni e colpi di scena, con le vincenti dei vari spareggi che hanno completato un mosaico iniziato mesi fa. L’Iraq, ad esempio, ha avuto la meglio sulla Bolivia in un confronto serrato, mentre il Congo ha superato la Giamaica, guadagnandosi così un posto tra le grandi.
Esordienti e vecchie glorie: il volto inedito del mondiale allargato
Uno degli aspetti più affascinanti di questa edizione, o quantomeno quello che più ha catturato l’attenzione degli addetti ai lavori, riguarda la presenza di ben quattro nazionali al loro debutto assoluto nella Coppa del Mondo. Stiamo parlando di Giordania, Capo Verde, Curaçao e Uzbekistan, compagini che – è lecito aspettarselo – cercheranno di scrivere pagine di storia nonostante l’indubbia differenza di esperienza rispetto a formazioni ben più blasonate. Dall’altra parte del tabellone, a contendersi il titolo lasciato vacante dall’Argentina (detentrice della coppa), ci saranno le solite candidate di lusso: Spagna, Francia e Inghilterra, tutte intenzionate a scalzare l’Albiceleste dal trono. La classifica mondiale della FIFA, va da sé, continua a indicare queste squadre come le principali antagoniste, sebbene il calcio, si sa, sia spesso incline a ribaltare i pronostici.
Calendario e gironi: tutto pronto per l’estate nordamericana
Con l’inserimento delle ultime sei nazionali – tra cui appunto Svezia, Turchia, Bosnia Erzegovina, Repubblica Ceca, Congo e Iraq – si è potuto definire non solo la composizione dei gironi, ma anche l’intero calendario della manifestazione. Le partite si disputeranno dall’11 giugno al 19 luglio, con le città canadesi, messicane e statunitensi pronte a ospitare un evento che promette di essere il più partecipato di sempre. Nessuna squadra, a questo punto, può più sperare in un ripescaggio o in una wild card: il quadro è blindato. Per gli appassionati, non resta che attendere il fischio d’inizio, consapevoli che questa edizione, con il suo format sperimentale e le sue numerose debuttanti, potrebbe riservare scenari inediti. La politica, intanto, osserva da lontano: Donald Trump, tornato alla presidenza degli Stati Uniti, potrebbe comunque influenzare l’organizzazione logistica, ma sul terreno di gioco, si sa, contano solo i piedi dei calciatori.




