Mondiali 2026, Congo e Iraq completano il quadro: 48 squadre, l’Italia ancora fuori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ultimo atto del lungo percorso di qualificazione ai Mondiali del 2026, quelli che per la prima volta nella storia si giocheranno con un organico allargato a 48 nazionali, ha consegnato i due nomi che mancavano all’appello. Congo e Iraq, rispettivamente, hanno avuto la meglio nelle finali play-off che tenevano ancora in sospeso la composizione definitiva dei gironi della rassegna iridata, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. I congolesi, in una sfida combattuta andata ai tempi supplementari, hanno avuto ragione della Giamaica con il punteggio di 1-0: il difensore del Burnley, Tuanzebe, ha siglato la rete decisiva al centesimo minuto, rompendo un equilibrio che sembrava potesse protrarsi fino alla lotteria dei rigori. Dall’altra parte del mondo, l’Iraq ha invece superato la Bolivia con un netto 2-1, costruito già nella prima frazione di gioco: Al Hamadi al decimo minuto e Hussein al 53’ hanno firmato il vantaggio, prima che Paniagua accorciasse le distanze al 38’, risultato poi destinato a rimanere immutato fino al triplice fischio.

L’Italia manca l’appuntamento per la terza volta consecutiva

Un’assenza, quella dell’Italia, che pesa come un macigno e che si fa ormai inquietante abitudine. Per la terza edizione consecutiva della Coppa del Mondo, gli azzurri saranno costretti a seguirla da spettatori: l’ultima occasione per agguantare un pass per il Nord America è sfumata nello spareggio contro la Bosnia Erzegovina, risoltosi ai calci di rigore. Una débâcle che chiude il cerchio di una generazione che, di fatto, non ha mai avuto accesso alla fase finale della competizione. A consolarsi, in questa serata che assegnava gli ultimi slot della zona UEFA, sono state altre quattro nazionali: la Turchia di Vincenzo Montella ha espugnato il campo del Kosovo con un gol di scarto (1-0), la Svezia ha superato la Polonia con un rocambolesco 3-2, mentre la Repubblica Ceca ha avuto la meglio sulla Danimarca, anch’essa con il verdetto dei tiri dal dischetto.

Un mondiale a 48 squadre tra grandi escluse e nuove protagoniste

Con l’ingresso di Congo e Iraq, il quadro delle 48 partecipanti è dunque completo. Un’edizione, quella del 2026, che segna un cambiamento epocale nel format della competizione: più squadre, più gironi, e una mappa geografica che si allarga a includere realtà spesso rimaste ai margini della ribalta internazionale. L’Iraq, ad esempio, tornerà a calcare il palcoscenico mondiale dopo un’assenza lunga quarant’anni, ovvero dall’edizione messicana del 1986. La formazione allenata dall’australiano Graham Arnold è stata inserita nel Girone I, dove se la vedrà con avversarie di primissimo piano come Francia, Senegal e Norvegia. Il Congo, dal canto suo, avrà l’opportunità di misurarsi con alcune delle squadre più attrezzate del tabellone, in un raggruppamento che al momento della composizione dei gironi figurava tra i più equilibrati.

Le favorite non cambiano, l’Argentina cerca la conferma

Se il volto del torneo si arricchisce di nuove partecipazioni, il pronostico della vigilia resta saldamente ancorato alle gerarchie tradizionali. Le nazionali che occupano i vertici della classifica mondiale della Fifa partono con i favori del pronostico: la Spagna, forte del suo patrimonio tecnico e dell’esperienza accumulata nelle ultime competizioni, la Francia, che cerca la riconferma dopo il trionfo del 2018 e la finale persa a Qatar 2022, e l’Inghilterra, da sempre alla caccia di un Titolo che manca ormai da troppo tempo. A difendere la coppa iridata vinta tre anni fa ci sarà l’Argentina, chiamata a dimostrare che quell’impresa non fu un episodio isolato ma l’inizio di un ciclo vincente. In mezzo, tra queste potenze consolidate e le nuove entusiasmanti realtà come Congo e Iraq, si dipanerà il filo di un mondiale che, con 48 squadre al via, promette di offrire un’inedita varietà di stili, storie e geografie del calcio.

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