Attacchi di droni ucraini su Sochi e raffinerie russe, Mosca rivendica centinaia di abbattimenti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra venerdì e sabato, una serie di attacchi con droni ha colpito diverse regioni della Russia, incluso un deposito petrolifero a Sochi, nel sud del paese. Le autorità russe hanno confermato la morte di tre persone, mentre il ministero della Difesa ha dichiarato di aver intercettato o distrutto 112 velivoli senza pilota in otto regioni e in Crimea. Il sindaco di Sochi, Andrei Proshunin, ha precisato che i detriti di uno dei droni hanno danneggiato un garage nelle vicinanze, senza causare vittime.

L’offensiva ucraina, che ha preso di mira anche due raffinerie di petrolio a Novokuibyshevsk e Ryazan – quest’ultima tra le più grandi del paese – è stata rivendicata dallo stato maggiore di Kiev su Facebook, definendola una risposta ai raid russi del giorno precedente, che avevano colpito diverse città ucraine. Le immagini diffuse mostrano colonne di fumo levarsi dagli impianti, segno di danni significativi alle infrastrutture energetiche russe.

Intanto, il 3 agosto, Mosca ha annunciato di aver condotto raid contro siti di produzione e controllo di droni in Ucraina, mentre Kiev continua a concentrare i suoi attacchi sui depositi di carburante nemici. Le forze russe, oltre a dichiarare l’abbattimento di centinaia di droni, hanno segnalato nuovi avanzamenti nella regione del Donetsk, dove i combattimenti proseguono senza sosta.

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