Furto in gioielleria: la truffa del finto carabiniere che colpisce gli anziani
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Redazione Interno
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Una voce rassicurante e autorevole, che si presenta al telefono come appartenente all’Arma dei Carabinieri, informa una persona anziana di un furto avvenuto in una gioielleria della zona, chiedendo poi se in casa ci sia dell’oro e annunciando l’imminente visita di un collega per un controllo volto a verificare l’eventuale presenza della refurtiva. Questo il tenore della telefonata, di una persuasività tale da non destare sospetti, che ha recentemente ingannato un’anziana signora residente a Ronchi dei Legionari, la quale, credendo di interagire con le forze dell’ordine, si è trovata inconsapevolmente al centro di un raggiro. Un metodo collaudato, che sfrutta la fiducia riposta nelle istituzioni e la vulnerabilità di chi, spesso vivendo solo, può diventare un bersaglio più facile per criminali privi di scrupoli.
Un modus operandi che si ripete in diverse regioni
La medesima tecnica, che non conosce confini regionali, è stata impiegata anche nel Lazio, dove i Carabinieri della Stazione di San Felice Circeo hanno deferito in stato di libertà un uomo di 38 anni, residente in provincia di Caserta e già noto alle forze di polizia, accusato del reato di truffa aggravata. L’indagine, avviata a seguito della querela presentata da un ottantaquattrenne del luogo, ha permesso di identificare il presunto autore del raggiro, consumatosi lo scorso 17 luglio, dimostrando come queste attività delinquenziali richiedano un’attività investigativa costante e mirata. L’episodio, sebbine conclusosi con l’individuazione di un sospetto, sottolinea la pervasività di un fenomeno che continua a mietere vittime.
Dalla telefonata alla visita a domicilio
In Sardegna, e precisamente nel comune di Uras, la truffa ha mostrato un’evoluzione ancora più audace, con i malviventi che, dopo la consueta telefonata di presentazione, si sono recati materialmente all’abitazione della vittima designata. Sotto il pretesto di un controllo sulle banconote, necessario secondo la loro falsa ricostruzione, sono riusciti a sottrarre a un’anziana donna diecimila euro in contanti e diversi gioielli, approfittando della sua momentanea confusione e del timore instillato dalla situazione. Una dinamica analoga si è verificata a Baratili San Pietro e a Ruinas, dove, seppur per un bottino di minore entità quantificabile in circa mille euro, il risultato è stato ugualmente devastante per le vittime, lasciando in esse un senso di violazione e insicurezza.
L’allarme estorsioni nella provincia di Oristano
La provincia di Oristano vive ormai un vero e proprio allarme estorsioni, con un’impennata di episodi che, pur non essendo caratterizzati da bottini ingenti, destano forte preoccupazione per la metodologia utilizzata e per la tipologia di persone colpite. Le frasi studiate per generare panico, come l’accusa di un coinvolgimento in una rapina, gettano le vittime in uno stato di ansia tale da offuscare la loro capacità di giudizio. L’identikit dei bersagli, che rimangono per lo più anziani e potenzialmente più isolati, indica una precisa volontà criminale di sfruttare chi potrebbe avere minori difese, rendendo necessaria un’opera di prevenzione e informazione capillare, affinché tutti siano consci di questi pericolosi raggiri.




