Scoperte molecole organiche inedite nei geyser di Encelado

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nel gelido silenzio che avvolge Saturno, a più di un miliardo di chilometri di distanza, un mondo ghiacciato continua a parlare, inviando messaggi nello spazio attraverso i suoi imponenti geyser. Encelado, la luna dal cuore d'acqua nascosto sotto una spessa coltre di ghiaccio, ha rivelato un nuovo, affascinante segreto, custodito all'interno dei minuscoli granelli di ghiaccio che erutta nello spazio profondo. Un gruppo di ricercatori, setacciando con pazienza certosina i dati raccolti anni fa dalla sonda Cassini durante uno dei suoi sorvoli più audaci, ha individuato tracce di composti organici mai osservati prima, una scoperta che aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione dell'abitabilità di questo corpo celeste.

L'analisi dei dati di Cassini

La sonda Cassini, che per anni ha studiato il sistema di Saturno, compì un passaggio estremamente ravvicinato, sfiorando l'atmosfera di Encelado a soli ventuno chilometri dalla sua superficie ghiacciata. In quell'occasione, l'imbarcazione spaziale si tuffò letteralmente attraverso uno dei pennacchi che si innalzano dalle fratture del polo sud, campionando direttamente il materiale proveniente dall'oceano sotterraneo. È proprio da quel volo, un'impresa tecnologica di rara precisione, che provengono le informazioni ora riesaminate con strumenti analitici più potenti, i quali hanno permesso di scorgere la firma chimica di molecole complesse, finora sfuggite a ogni rilevamento.

Una perdita di massa ridimensionata

Parallelamente, nuove e sofisticate simulazioni computazionali hanno offerto una stima più raffinata dell'attività dei criovulcani. Questi modelli, elaborati grazie a sistemi di calcolo ad alte prestazioni, indicano che la quantità di ghiaccio e vapore acqueo dispersa nello spazio da Encelado è inferiore, di una percentuale compresa tra il venti e il quaranta per cento, rispetto a quanto calcolato in precedenza. Se da un lato, quindi, l'intensità dei getti appare leggermente attenuata, dall'altro la qualità del materiale espulso si rivela ancor più ricca e promettente di quanto si potesse immaginare.

La natura delle scoperte

I composti organici identificati, la cui natura specifica rimane oggetto di studio, sono incorporati nei frammenti di ghiaccio che costituiscono i pennacchi. La loro presenza, unita alla conferma di un oceano globale e salato in contatto con un nucleo roccioso caldo, delinea un ambiente che possiede molti degli ingredienti ritenuti fondamentali per i processi che possono condurre alla vita. L'identificazione di queste molecole, che si vanno ad aggiungere al metano e all'anidride carbonica già noti, non dimostra l'esistenza di forme biologiche, ma eleva certamente il potenziale astrobiologico di quel mondo remoto, suggerendo una chimica prebiotica attiva e variegata.

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