Tensioni tra Pakistan e India dopo l'attacco in Kashmir: proteste e sospensione del trattato sulle acque

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Centinaia di manifestanti hanno invaso le strade di Islamabad e altre città pakistane per protestare contro la decisione dell’India di sospendere unilateralmente il trattato sulla condivisione delle acque dell’Indo, un accordo siglato nel 1960 con la mediazione della Banca Mondiale. La mossa di New Delhi, percepita come una ritorsione, ha ulteriormente inasprito i rapporti già tesi tra i due Paesi, divisi da decenni di conflitti irrisolti, in particolare sulla questione del Kashmir.

L’escalation arriva a pochi giorni dall’attentato del 22 aprile a Pahalgam, nel Kashmir controllato dall’India, dove un commando armato ha ucciso 26 persone, per lo più turisti. Il governo di Narendra Modi ha accusato Islamabad di sostenere i gruppi terroristici responsabili dell’attacco, scatenando una crisi diplomatica che ha rapidamente assunto toni sempre più duri. Da una parte, l’India ha avviato una campagna internazionale per isolare il Pakistan; dall’altra, Islamabad ha reagito con minacce velate e una mobilitazione popolare che chiede risposte militari.

La sospensione del trattato sull’acqua rappresenta una svolta pericolosa, poiché tocca uno dei nodi cruciali della sopravvivenza del Pakistan, che dipende per gran parte della sua agricoltura dai fiumi controllati dall’India. Sebbene il testo dell’accordo preveda meccanismi di arbitrato in caso di controversie, la mossa unilaterale di New Delhi è stata interpretata come un atto di forza, destinato a colpire non solo il governo ma l’intera popolazione pakistana.

Intanto, la retorica bellicista guadagna terreno da entrambe le parti. Mentre in Pakistan si moltiplicano le proteste con slogan che invocano ritorsioni, in India il governo Modi – già sotto pressione per le elezioni imminenti – ha intensificato le operazioni di sicurezza nel Kashmir, alimentando il timore di nuove violenze in una regione dove la ribellione armata non si è mai sopita.

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