Gaza, sei bambini uccisi in fila per l’acqua: Israele parla di "anomalia tecnica"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i negoziati per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas procedono tra ostacoli e incertezze, un nuovo episodio di sangue ha scosso ieri la Striscia di Gaza. Sei bambini e quattro adulti sono rimasti uccisi in un bombardamento israeliano che ha colpito un punto di distribuzione idrica nel campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale del territorio assediato. Le Forze armate israeliane hanno attribuito l’accaduto a un «errore tecnico», sostenendo che il missile, destinato a un obiettivo legato alla Jihad Islamica, abbia invece raggiunto un’area civile distante decine di metri.

Secondo i racconti dei testimoni, una ventina di minori e almeno quattordici adulti erano in attesa di ricevere acqua quando l’esplosione li ha travolti. «Erano lì da ore, sotto il sole, con i loro bidoni», ha dichiarato Ramadan Nassar, uno dei sopravvissuti. Le immagini diffuse mostrano corpi esanimi accanto a recipienti rovesciati, in una scena che riassume la tragedia di una popolazione stremata da mesi di conflitto e privazioni.

L’ammissione di responsabilità da parte di Tel Aviv, seppure giustificata come un incidente, non placa le polemiche. Gershon Baskin, negoziatore israeliano noto per aver mediato la liberazione del soldato Gilad Shalit nel 2011, ha dichiarato che «questi episodi non indeboliscono Hamas, ma alimentano il risentimento». Le sue parole risuonano come un monito in un contesto in cui ogni vittima civile rischia di inasprire ulteriormente le tensioni.

Intanto, i raid a Gaza non accennano a diminuire. Nonostante le trattative in corso a Doha, il premier Benjamin Netanyahu ribadisce la necessità di continuare le operazioni militari, definendo «irrinunciabile» l’obiettivo di neutralizzare i gruppi armati. Ma sul terreno, oltre ai combattenti, a pagare il prezzo più alto sono sempre i civili, stretti tra la fame, la sete e le bombe. Quella di ieri non è stata la prima strage di innocenti, e difficilmente sarà l’ultima.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.