Italia-Serbia, Banchi: “Siamo andati oltre i limiti fisici”
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Redazione Sport
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L’Italia perde contro la Serbia per 64-76 nelle Qualificazioni ai Mondiali 2027 di basket, ma Luca Banchi sottolinea la capacità degli azzurri di competere e il desiderio mostrato dalla squadra di andare oltre i propri limiti fisici. Il CT, intervenuto in conferenza stampa dopo la sfida disputata a Pesaro, ha riconosciuto la superiorità degli avversari in termini di stazza e talento senza però mettere in secondo piano la risposta della sua formazione. Per Banchi, infatti, l’Italia non è venuta meno sul piano della combattività e ha saputo restare dentro la partita per gran parte dell’incontro, nonostante i vantaggi tecnici e fisici sfruttati dalla Serbia.
Italia-Serbia, Banchi sottolinea la risposta degli azzurri
Il giudizio del tecnico parte dai meriti della Serbia, protagonista secondo Banchi di una gara solida e capace di utilizzare con continuità i propri punti di forza. “Complimenti alla Serbia, ha usato i suoi vantaggi in termini di skills e size, ma siamo stati in grado di competere per gran parte della partita”, ha spiegato il CT, tornando poi sul valore della prestazione italiana. Il concetto viene ribadito anche nel commento successivo, quando Banchi evidenzia come gli avversari abbiano saputo sfruttare “ogni vantaggio in termini di stazza e talento”. Di fronte a queste difficoltà, l’Italia ha comunque mantenuto intensità e presenza, mostrando quella combattività che il tecnico ha indicato tra gli aspetti positivi della serata.
La sconfitta contro la Serbia arriva inoltre al termine di una finestra internazionale che si era aperta con un’altra battuta d’arresto, quella subita in Bosnia Erzegovina. Il bilancio delle due partite diventa quindi un passaggio importante nel percorso degli azzurri nelle qualificazioni, anche perché il 64-76 maturato alla Vitrifrigo Arena incide sulla situazione nel Girone J. Banchi, pur davanti a un altro risultato negativo, ha posto l’accento sull’atteggiamento della squadra e sul tentativo di restare competitiva contro un avversario capace di costruire il proprio successo facendo valere qualità tecniche e dimensioni fisiche superiori.
La sconfitta con la Serbia complica il cammino verso i Mondiali
Il ko di Pesaro rende più difficile la rincorsa dell’Italia ai Mondiali 2027. Nel Girone J la Turchia resta a punteggio pieno e allunga, mentre la Serbia stacca gli azzurri dopo lo scontro diretto. L’Italia conserva però il vantaggio costruito grazie ai risultati portati con sé dalla prima fase: mantiene una vittoria di margine sulla Lituania e due sull’Islanda. A questo si aggiungono gli scontri diretti favorevoli contro i lituani e una differenza canestri migliore rispetto a quella degli islandesi. Sono elementi che tengono aperto il percorso di qualificazione, anche se le due sconfitte consecutive rendono più delicata la posizione degli azzurri nel girone.
La partita contro la Serbia si è giocata davanti a una Vitrifrigo Arena sold-out, con oltre 10.000 spettatori presenti a Pesaro. L’Italia ha affrontato la formazione guidata dalla stella NBA Nikola Jokic con grande intensità, ma ha dovuto arrendersi con il punteggio di 64-76. Fin dall’avvio Banchi ha scelto una soluzione specifica per provare a limitare il giocatore serbo, schierando Akele in quintetto e affidandogli il difficile compito di arginare Jokic. La scelta testimonia l’attenzione dedicata ai vantaggi fisici e tecnici della Serbia, gli stessi aspetti che il CT ha poi richiamato nell’analisi della partita dopo la sirena finale.
Banchi: combattività e capacità di competere restano centrali
Nelle parole del commissario tecnico emerge soprattutto il contrasto tra il risultato e la risposta mostrata sul parquet. L’Italia non è riuscita a evitare la seconda sconfitta della finestra internazionale, ma Banchi ha evidenziato il desiderio dei suoi giocatori di spingersi oltre i limiti fisici e di non rinunciare alla lotta contro un avversario di grande livello. Il tecnico ha quindi separato il giudizio sul punteggio da quello sull’atteggiamento, riconoscendo alla Serbia la capacità di sfruttare stazza e talento e, allo stesso tempo, agli azzurri il merito di essere rimasti competitivi per una parte consistente della gara.
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