Cecilia Sala, il caso della giornalista italiana detenuta in Iran
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Redazione Interno
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Il caso di Cecilia Sala, giornalista italiana arrestata a Teheran il 19 dicembre scorso, continua a suscitare preoccupazione e dibattito. La Sala, secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, è stata arrestata per "violazione delle leggi della Repubblica Islamica dell'Iran". La giornalista, rinchiusa nel carcere di Evin, è oggetto di un'inchiesta, come confermato dal dipartimento dei media esteri del ministero della Cultura e dell'Orientamento Islamico.
Nei primi giorni successivi all'arresto, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha rilasciato dichiarazioni che hanno suscitato diverse reazioni, mentre la famiglia della giornalista ha chiesto il silenzio stampa per evitare ulteriori complicazioni. Nel frattempo, il sottosegretario Alfredo Mantovano, autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, ha annunciato che riferirà al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, sui passi intrapresi dal governo italiano per riportare a casa la Sala.
La vicenda ha visto anche l'intervento di Matteo Renzi, che ha criticato la gestione del caso da parte del governo, definendo le dichiarazioni di Tajani "infelici" e sottolineando l'importanza di non abbandonare i cittadini italiani all'estero. Renzi ha inviato una lettera al quotidiano "La Verità", in cui ha espresso la necessità di un'azione più incisiva e coordinata da parte delle autorità italiane.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha ribadito che il caso della Sala è oggetto di un'inchiesta e che ulteriori dettagli saranno comunicati dal portavoce della magistratura.




